Questa mattina all’alba Duccio Astaldi, presidente del consiglio di gestione della Condotte spa, impresa italiana leader nel settore delle costruzioni, è stato arrestato per ordine del Gip di Messina, in relazione ad una presunta tangente per i lavori di realizzazione di tre lotti dell’autostrada Siracusa-Gela.

Condotte Spa, l’impresa che si è aggiudicata i lavori di realizzazione del nuovo carcere di Bolzano e del Polo Bibliotecario, era finita sotto l’attenzione dei media nelle scorse settimane per aver chiesto una procedura di concordato preventivo finalizzata alla ristrutturazione dei debiti.

“L’azienda è sana, vi è solo un problema di liquidità” – così Antonio Parente, direttore generale di condotte aveva rassicurato la Provincia di Bolzano, che chiedeva garanzie sui lavori previsti in Alto Adige dopo che il Tribunale di Roma ha ammesso la richiesta di concordato preventivo presentata dal colosso italiano delle costruzioni, aggiudicatario dei due appalti più consistenti che saranno realizzati in Alto Adige nei prossimi anni.

Ora questa nuova tegola, che anche se non riguarda direttamente l’Impresa, alimenta nuovi dubbi su tutte le operazioni in corso in Alto Adige.

“Abbiamo chiesto con una interrogazione urgente al Presidente della giunta provinciale di Bolzano rassicurazioni sul mantenimento degli impegni dell’azienda in Alto Adige – afferma il consigliere provinciale Alessandro Urzì – La Provincia  ha ora l’obbligo di verificare che Condotte Spa abbia ancora tutti i requisiti previsti dal bando di gara, soprattutto per quanto riguarda i lavori per il nuovo carcere, dove la procedura instaurata non riguarda solo la costruzione ma anche la gestione nel tempo dell’opera realizzata, ovvero personale, schema di conduzione anche amministrativa, messa a punto delle strutture di supporto come campi sportivi e tempo libero. Quella della casa di pena – conclude Urzì – è un opera che non può attendere oltre, nell’interesse di chi ci lavora (personale civile e polizia penitenziaria) e della cittadinanza che deve contare su strutture di pensa sicure e che possano accogliere un numero maggiore di detenuti.”