URZÌ: SONO DALLA PARTE DEL CITTADINO AGGREDITO, MA NON BASTA LA SOLIDARIETÀ.

L’aggressione violenta e senza giustificazione attuata da un gruppo di giovani sbandati ai danni di un medico domenica sera in via Palermo a Bolzano rappresenta la punta di un iceberg.

Non va sottovalutata. La società civile di Bolzano, oltre ogni appartenenza, deve condannare senza se e senza ma e deve soprattutto richiedere interventi pratici che da troppo tempo sono stati sollecitati all’amministrazione comunale e che dovranno essere posti a caposaldo della futura nuova giunta che nascerà nel maggio prossimo: illuminazione adeguata, potenziamento dei servizi di pattuglia della polizia municipale, iniziative di repressione del degrado sociale di alcuni quartieri di Bolzano.

La fuga di Spagnolli dalle proprie responsabilità, il fallimento del Pd, ha trascinato invece Bolzano nell’immobilismo che il commissario straordinario può solo arginare con provvedimenti di ordinaria amministrazione Invece sarebbe necessaria una iniziativa forte e decisa.

La paura si sta impossessando dei cittadini e la paura accompagna sempre inasprimenti dei sentimenti e la diffusione di un clima di sospetto verso tutto e tutti.

E’ quello che va scongiurato.

Ma i cittadini hanno bisogno di vedere e toccare con mano la reazione delle istituzioni di fronte a questi episodi. Il silenzio o la sottovalutazione alimentano le paure.

Noi siamo dalla parte del medico aggredito per non avere avuto una sigaretta da offrire ai criminali che lo hanno affrontato, forti della convinzione che tutto sia concesso e che nulla venga punito

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore