“Una decisione così grave come quella di abbandonare la Solland Silicon di Merano senza attendere il saldo del pagamento da parte dell’acquirente del Qatar e senza accettare la disponibilità a subentrare nelle spese di mantenimento dell’impianto non può rimanere senza spiegazioni plausibili”, ha dichiarato Alessandro Urzì, consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia.
Quali sono le ragioni che hanno indotto il Presidente della Provincia a negare l’ordinanza con la quale la società del Qatar sarebbe subentrata nelle opere di mantenimento dell’impianto (ora a carico della Provincia) e sino a quando non fosse arrivato il pagamento della tranche finale di acquisto? L’atto formale del Presidente Kompatscher avrebbe sollevato la Provincia di un onere economico pesantissimo lasciando aperta la strada (entro fine giugno) del perfezionamento dell’acquisto.
“Invece il sogno è andato in fumo e con esso la speranza di una ripresa di attività industriale. Ho richiesto con un atto urgente rivolto alla Provincia la giustificazione di fronte alla opinione pubblica, alla città di Merano ed ai dipendenti della Solland Silicon di questo comportamento illogico e azzardato”, ha detto Urzì.
Chi dice che l’operatore del Qatar non avrebbe pagato? Perché non si è autorizzato il subentro nelle opere di mantenimento in sicurezza dell’impianto da parte del probabile acquirente sollevando la Provincia da un onere peraltro non indifferente?
Come si è fatto a tirare così bruscamente il freno di fronte ad una trattativa già avviata? Chi ora si farò carico delle spese di dismissione in sicurezza dell’impianto? Perché l’acquirente potenziale avrebbe versato 500 mila euro se non fosse stato interessato all’operazione?
Chi farà ora la bonifica del terreno? Quanto costerà questa decisione alla collettività?
La decisione del Giudice fallimentare del Tribunale di Bolzano Francesca Bortolotti di non concedere la proroga dei termini di pagamento del corrispettivo per l’acquisto della Solland Silicon di Sinigo è figlia proprio della mancata ordinanza da parte della Provincia che ha interrotto il gioco prima del termine ultimo di fine giugno, che poteva garantire la soluzione positiva dell’intera vicenda.
La stessa giudice nel dispositivo di rigetto dell’istanza scrive che la dilazione sarebbe infatti stata concessa se ci fosse stata l’ordinanza della Provincia di Bolzano.
“Una decisione, quella che ha colpito al cuore la Solland, in linea con la posizione brutalmente pro chiusura assunta sinora dal sindaco di Merano Roesch e dalla sua giunta, dove nessuno al di là di imbarazzanti dichiarazione ha mosso un dito per segnalare la presa di distanza dal sindaco”, ha proseguito il Consigliere provinciale Alessandro Urzì.
“La richiesta di proroga giunta dal Qatar doveva essere favorita dalla Provincia nell’interesse degli oltre 80 occupati nell’azienda meranese e di fronte alla disponibilità degli acquirenti di farsi carico da subito degli oneri relativi alla sicurezza dell’impianto, che da mesi – come noto – ricadono invece per legge sull’amministrazione provinciale”, ha concluso il Consigliere de L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia.
Sugli impianti di Sinigo ora si allunga l’ombra di possibili speculazioni relative alla bonifica dell’area ad alla sua successiva ricollocazione sul mercato. Bonifica che peraltro, se non dovesse materializzarsi un acquirente, finirebbe interamente a carico delle casse provinciali. Su tutto questo chiederemo chiarezza con tutti gli strumenti possibili.