Così il Comune decide di alzare steccati, filo spinato e muri attorno al Palasport con la idea di arrivare a rinchiudere anche l’impianto sportivo di Maso della Pieve.

Costo per centinaia di migliaia di euro che trasmetteranno ancora di più l’immagine di una città sotto assedio. Parola dell’assessore Gennaccaro, fedele interprete della linea Caramaschi, ossia punire i bolzanini e non colpire i responsabili di atti di delinquenza. Vedasi la delibera inapplicata sui bivacchi.

Inaccettabile, dicono all’unisono Manuela Paparella e Alessandro Urzì dell’Alto Adige nel cuore, che contestano la idea di fortificare la città invece di fare valere il rispetto e l’ordine applicando le regole che già oggi permetterebbero, se non prevalesse il buonismo, di accerchiare vandali e sbandati che stanno mettendo a ferro e fuoco la città ed in particolare alcuni quartieri di essi.

L’accoltellamento dell’altro giorno in via Resia, il furto al Club dei Rodigini, cosa deve accadere ancora?

E la risposta deve essere la fortificazione della città?

I bolzanini per bene devono essere costretti a vivere in trincea o hanno diritto a fare applicare con severità le leggi per cui chi delinque non torni più a farlo? Per cui non sia ammissibile occupare una area pubblica impunemente.

Se i parchi, sotto gli occhi di tutti, sono quotidianamente occupato da sbandati e predatori del nostro tempo (e avviene sotto gli occhi di tutti ignorando ogni delibera presa per pura propaganda da Caramaschi contro i bivacchi) figurarsi quale sia l’approccio ai problema della giunta Caramaschi/Gennaccaro. Il problema è proprio di chi fa solo propaganda ma poi non agisce.

O pensiamo che avere reti alte tre metri risolva le cose?

O invece non è che faranno che rendere ancora più prigionieri i bolzanini della loro città, facendoli sentire loro dietro le sbarre, invece dei colpevoli dei vandalismi e dei reati?