È scattato l’allarme internazionale per la prospettata (ma sinora sempre rinviata) demolizione del complesso scolastico Pascoli/Longon di Bolzano, sul cui areale Provincia e Comune di Bolzano, insensibili ad ogni appello alla tutela del panorama architettonico della città, hanno deciso debba essere costruito il nuovo Polo bibliotecario.

In queste ore è comparsa sul sito ufficiale di uno dei più importanti istituti di studio e cura del patrimonio architettonico mondiale (il Docomono international) la scheda di segnalazione del caso del complesso Pascoli/Longon, inserita nell’elenco delle opere urbanisticamente ed architettonicamente rilevanti a rischio a livello planetario (heritage in danger).

L’intervento avviene a conclusione di un complesso lavoro di informazione e sensibilizzazione dei circuiti internazionali che si occupano di architettura partito dalla denuncia de L’Alto Adige nel cuore e raccolto, a livello nazionale dall’architetto Riccardo Forte di Genova che ha avuto un ruolo di collegamento tecnico importante con l’istituto internazionale.

Ecco il link della scheda bolzanina inserita nell’elenco delle opere a rischio.

https://docomomo.com/heritage

Di questa importante testimonianza architettonica del Razionalismo italiano sarà mantenuta solo la facciata con l’ingresso curvilineo.

L’appello di Docomomo international oltre ad essere rivolto ora all’intera comunità scientifica e culturale internazionale sarà rivolto direttamente anche alle autorità locali invitate a riconsiderare la prospettata demolizione che annullerà in modo irrevocabile una preziosa testimonianza architettonica ritenuta pregevole anche fuori dai confini italiani.

“L’Alto Adige nel cuore, e l’interna comunità bolzanina particolarmente sensibile al tema della conservazione dell’identità storica cittadina, esprimono grande soddisfazione per la scelte adottate auspicando risposte non ideologiche ma di profilo culturale da parte delle autorità locali”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel cuore