dal quotidiano Libero del 7 settembre:

L’alleanza tra Svp e Pd è solida e cementata dall’interesse, ma ora la Südtiroler Volkspartei chiede una prova d’amore che i dem faticheranno a concedere. Sul piatto c’è il nuovo statuto della Regione, che a Bolzano vorrebbero ancora più autonomista. Il bubbone rischia d’esplodere nel bel mezzo della campagna elettorale per le Politiche. Dove il Pd conta di confermare il fidanzamento con l’Svp, così da confermare l’intesa che in passato ha consentito la vittoria sia a Roma che in Trentino-Alto Adige (anche con lo zampino, a Trento, degli autonomisti dell’ex sindaco Lorenzo Dellai).

La grana potrebbe materializzarsi il prossimo 22 settembre, curiosamente a un mese dal referendum autonomista lanciato da Lombardia e Veneto (tema su cui il Pd ha una posizione ondivaga).

A Bolzano un gruppo di cittadini, slegati dai partiti e in maggioranza tedeschi, ha animato la cosiddetta Convenzione che ha buttato giù un decalogo di proposte per rivedere lo statuto autonomista. Le idee non sono vincolanti, ma i partiti di governo locale (Pd e Svp, appunto) si sono impegnati a lavorarci. Il progetto di legge finirà in consiglio provinciale a Bolzano. Poi a Trento. Quindi in Regione. Infine, palla a Roma.

Nella prossima legislatura. E l’Svp vorrà garanzie dagli alleati, proprio quando si disegnerà il puzzle delle alleanze e delle candidature per le elezioni Politiche. Il problema, avverte il consigliere di centrodestra Alessandro Urzì, è che i dem rischiano il cortocircuito. Perché, nell’intricato mondo autonomista tirolese, i secessionisti di Eva Klotz (il partito è il Süd-Tiroler Freiheit) avrebbero trascinato i più moderati e governativi colleghi dell’Svp su posizioni radicali. Spiazzando il Pd. Il Südtiroler Volkspartei predica la cosiddetta Vollautonomie, ovvero l’« autonomia piena» che immagina grandi margini di libertà da Roma, fermo restando gli attuali confini nazionali. Eppure, dagli spifferi emersi dalla Convenzione, il decalogo prevede la cancellazione dei prefetti Eva Klotz, leader del partito Süd-Tiroler Freiheit, vuole la secessione del Südtirol da Roma e la cancellazione della toponomastica italiana (che qui sono commissari del governo) e un crescendo di rivendicazioni quali l’eliminazione dell’istituzione Regione, del nome “Alto Adige” e in generale della toponomastica italiana, fino alla totale indipendenza tributaria. Con tanto di proposta per acquistare l’Agenzia delle Entrate.

Lo scenario non piace ai dem, che hanno condiviso alcune critiche snocciolate dai Verdi (che siedono all’opposizione), ma non hanno ancora rotto con l’Svp. Nonostante gli incidenti siano all’ordine del giorno. In provincia di Bolzano, per esempio, il partito della Klotz ha chiesto di lavorare per secedere addirittura dalla Figc, con tanto di documento che suggerisce contatti con Gibilterra e le Isole Faer Øer per raccogliere informazioni. Obiettivo: mettere in piedi una federazione calcistica del Sud Tirolo e strappare con l’Italia. Un’idea che il Pd non ha appoggiato, ma l’Svp sì. Forse perché stufo d’essere definito mollaccione sui temi autonomisti.

Tuona Urzì, consigliere della provincia di Bolzano e della regione Trentino Alto Adige con il movimento l’Alto Adige nel Cuore: «C’è un percorso di graduale indipendenza, sul quale chiediamo un intervento forte di tutti coloro che hanno a cuore l’italianità di questa terra. Ci chiediamo con quale faccia il Pd possa rimanere in silenzio di fronte a queste battaglie portate avanti dai secessionisti contro l’unità nazionale». Con la campagna elettorale all’orizzonte, un problema in più per il partito di Matteo Renzi.

 

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