Il “Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” (PAN) è attualmente in fase di revisione; una volta approvato dai ministeri competenti la Giunta provinciale potrà emanare e, se del caso, aggiornare le prescrizioni vigenti per il territorio della Provincia autonoma di Bolzano.

Lo comunica l’assessore provinciale all’agricoltura Arnold Schuler in risposta ad un’interrogazione presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì che aveva chiesto interventi urgenti a salvaguardia della salute pubblica per la popolazione residente in prossimità di zone agricole sottoposte a trattamenti fitosanitari.

Divieto di irrorazione di fitofarmaci e pesticidi in prossimità delle aree abitate nelle fasce orarie diurne e aumento della distanza minima dalle aree residenziali entro la quale vietare l’utilizzo di fitofarmaci e pesticidi erano i provvedimenti urgenti richiesti dal consigliere Urzì.

Le proposte però non hanno trovato sponda nell’assessore Schuler che invece sostiene che la Provincia con le disposizioni attualmente in vigore è andata oltre l’attuale piano nazionale.

Siamo più bravi del resto d’Italia, accontentatevi, sembra suggerire con le sue parole il responsabile provinciale.

Il piano nazionale – si legge nella risposta all’interrogazione di Fratelli d’Italia  – è in fase di revisione e proprio in questi giorni il Consiglio tecnico-scientifico sta per ultimare la bozza del nuovo PAN, che verrà successivamente approvato con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con i Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute, d’intesa con la Conferenza Stato- Regioni. Sulla base delle disposizioni contenute nel “nuovo” PAN la Giunta provinciale potrà emanare e, se del caso, aggiornare le prescrizioni vigenti per il territorio della Provincia autonoma di Bolzano.

Urzì ha ricordato che le evidenze scientifiche documentino ormai in maniera chiara le conseguenze sulla salute in seguito all’esposizione cronica a pesticidi e diserbanti. Tale esposizione può realizzarsi sia per motivi occupazionali, ma anche per ingestione di acqua o alimenti contaminati ed anche per motivi residenziali, ovvero a carico di chi vive in prossimità di aree agricole, come accade sovente in provincia di Bolzano.

Studi effettuati negli scorsi anni dall’Azienza Sanitaria dell’Alto Adige (Studio sugli Effetti di Prodotti Fitosanitari sulla Salute Umana in Provincia di Bolzano) hanno ricavato dati preoccupanti sul fronte delle malattie neurodegenerative.

L’incidenza di Alzheimer e demenze nel periodo 2010- 2014 per le femmine è significativamente più elevata nelle aree altoatesine ad alta intensità di coltivazioni rispetto a quella rilevata nelle aree a bassa intensità. Anche l’incidenza di Parkinson nel periodo 2010-2015 per i maschi è significativamente più elevata nell’area ad alta intensità di coltivazioni. Infine, il tasso medio di incidenza della tireopatia autoimmunitaria (Hashimoto) riferito agli anni 2010-2015 è significativamente più elevato nell’area ad alta intensità di coltivazioni rispetto a quella con bassa intensità, per entrambi i generi.

Secondo i risultati dalle analisi biologiche condotte dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia Autonoma di Trento il rischio di esposizione si estende agli abitanti dell’intera area sottoposta a trattamento con pesticidi, come risulta dalle analisi effettuate sulle urine di cittadini residenti in valle di Non che non sono esposti professionalmente ai pesticidi: il contenuto di TCP, metabolita dell’insetticida “chlorpirifos” utilizzato nella coltivazione intensiva della mela, raddoppia passando dal mese di marzo, di non esposizione, al mese di maggio, di massima esposizione.