La provincia di Bolzano non ritiene opportuno sospendere le irrorazioni di pesticidi nei pressi delle abitazioni neppure in piena emergenza Covid-19, quando alle persone e stato imposto di rimanere chiuse in casa per lunghe settimane.

Lo afferma rispondendo ad una interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia  Alessandro Urzì l’assessore provinciale all’agricoltura Arnold Schuler. Le irrorazioni dei campi – sostiene  Schuler – sono necessarie. Allo stesso modo non è possibile vietare l’utilizzo dei motori diesel per alimentare gli impianti di irrigazione dei frutteti perché non esisterebbe – sempre secondo l’assessore – una valida alternativa.

I meleti altoatesini potranno invece essere  irrorati ancora con il temibile chlorpyrifos-methyl messo recentemente al bando in tutta  l’Unione Europea (ma raccomandato dal Centro di Consulenza altoatesino per la fruttiviticoltura, che con una circolare del 6 febbraio, avrebbe suggerito ai suoi membri di acquistarlo prima che entri in vigore il divieto e di utilizzarlo fino alla germinazione dei meli) in quanto sono stati accertati gravi effetti collaterali ai danni della salute umana, in particolare dei bambini. E’ prevista infatti l’autorizzazione- si legge nella risposta all’interrogazione – in deroga per prodotti fitosanitari contenenti  clorpirifos per situazioni di emergenza fitosanitaria emanata con decreto del Ministero della Salute del 17 aprile 2020, che parte dal 17 aprile 2020 e dura 120 giorni.

L’interrogazione di Urzi ha preso avvio in seguito alle decine di segnalazioni di cittadini residenti a Sinigo che denunciavano come l’aria della frazione alle porte di Merano in questa stagione fosse spesso irrespirabile, con l’inconfondibile persistente ed irritante odore dei pesticidi che si mescola alle esalazioni dei motori diesel dei trattori tenuti accesi tutta la notte per alimentare i sistemi di irrigazione dei campi, attivati quando la temperatura si avvicina allo zero.

“La situazione si ripresenta ogni anno – afferma Urzì – ma che quest’anno in piena emergenza Coronavirus con i cittadini confinati nelle proprie abitazioni doveva essere trattata con più sensibilità. Chiudere i cittadini  per settimane in casa senza dare ai tanti che abitano a ridosso dei campi neppure la possibilità di arieggiare le proprie abitazioni è francamente inaccettabile. E necessario monitorare le emissioni. Attualmente la centralina mobile dell’Agenzia provinciale per l’ambiente è posizionata a Gargazzone. Chiederò alla Provincia che sia spostata a Sinigo” – così il consigliere provinciale.

“Le segnalazioni – aggiunge Urzì – si rincorrono con cadenza quotidiana, allorché i cittadini notano i trattori con gli atomizzatori in azione anche – sembrerebbe – al di fuori degli orari consentiti da quanto previsto dalla delibera n°817/2014 della Giunta provinciale di Bolzano.  Divieti e prescrizioni che per quanto riguarda il rispetto dei cosiddetti luoghi sensibili verrebbero sistematicamente disattese dagli agricoltori, sembrerebbe anche quelli facenti capo all’Istituto provinciale di Castelvarco.”