La proposta era stata approvata – come ordine del giorno – dal Consiglio comunale di Bressanone a guida Svp lo scorso settembre. Ma la stessa Volkspartei – assieme alla Lega –  l’ha bocciata in Consiglio provinciale, dove il consigliere provinciale dell’Alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia Alessandro Urzì  l’aveva riproposta chiedendo appunto di promuovere l’installazione sull’intero territorio altoatesino di stazioni per il monitoraggio dei pesticidi, così come è stato deciso di fare  nella città vescovile.

Per la Provincia non è però necessario aumentare i punti di monitoraggio, ma sono sufficienti le due stazioni di rilevamento attualmente presenti, una fissa a Bolzano all’esterno della sede dell’Apa ed una mobile che ha rilevato i dati – a detta dell’assessore Vettorato “confortanti” – nella Bassa atesina tra il 2016 ed il 2017 ed a Gargazzone nei due anni successivi.

Un tema, quello dei pesticidi, che vede sempre una compatta alzata di scudi da parte della Svp, in cui la componente degli agricoltori non sembra intenzionata a lasciare spazio ad interventi di nessun genere, neppure quando gli stessi siano giustificati da preoccupazioni in ordine ai possibili effetti collaterali degli anticrittogamici  sulla popolazione e gli animali sia delle aree rurali che delle città.

E così accade che lo stesso provvedimento approvato a Bressanone non si ritenga opportuno che venga esteso con una certa organicità al resto del territorio altoatesino, dove peraltro in agricoltura continuano ed essere permessi i diserbanti a base di glifosato – sostanza indicata da autorevoli evidenze scientifiche come probabilmente cancerogena -recentemente messi al bando perfino nella vicina Austria.

Alla fine la mozione è stata respinta con 13 voti a favore, 17 contrari e 2 astenuti. Hanno votato a favore della proposta di Urzì i consiglieri di Verdi, Cinquestelle, Team Koellensperger e Suedtiroler Freiheit, contro Svp e Lega, astenuti i Freiheichtilchen.