Il materiale rinvenuto all’interno delle “Torbiere di Salorno” proviene da non meglio descritti scavi e le analisi chimiche effettuate in seguito alla perizia  tecnica  commissionata  dalla Procura della Repubblica  ha evidenziato il superamento  dei valori limite in seguito alla presenza di piombo ed idrocarburi, per suoli ad uso verde pubblico e residenziale in 7 punti su 47 punti indagati nell’area della torbiera. Area sottoposta a sequestro da parte dei carabinieri di Egna e del Noe di Trento.

A comunicarlo è l’assessore provinciale all’ambiente Richard Theiner in risposta ad una dettagliata  interrogazione presentata dal consigliere provinciale dell’Alto Adige nel cuore  Alessandro Urzì.

Urzì aveva chiesto informazioni in merito a classificazione e provenienza dei materiali rinvenuti all’interno delle torbiere e sull’eventuale presenza di amianto, metalli pesanti od altri inquinanti pericolosi per la salute pubblica.

L’assessore ha chiarito che i vuoti  d’estrazione   delle  torbiere  sono  riempiti  con  materiali  provenienti da escavazioni diverse sia dalla Bassa Atesina sia dalla parte settentrionale del Trentino.  Non  è però possibile  stabilire  da  quale cantiere provenga il materiale da scavo indagato in un certo punto della torbiera.

In nessun caso – si legge nella risposta all’interrogazione –  è stata rilevata Ia presenza di amianto, mentre risultano superati i valori limite per quanto riguarda il piombo, probabilmente a causa di materiale da scavo proveniente dalla zona di Trento dove è noto un certo tenore di piombo come fondo naturale,  e di idrocarburi. II superamento di tali limiti –ha proseguito l’assessore Theiner –  pur con valori comunque sempre entro  i limiti stabiliti per  i suoli industriali e senza nessun  inquinamento  della  falda  acquifera non costituisce motivo di allarme.

Per quanto concerne le modalità e la tempistica per  la bonifica dell’area – richieste da Urzì – l’assessore Theiner ha chiarito che un gestore ha già  concluso le operazioni di bonifica, mentre il secondo  le sta effettuando.

L’ esito della perizia disposta dalla Procura – ha commentato il consigliere Urzì – ha rivelato  quella presenza di materiali inquinanti che noi avevamo denunciato sin dal lontano 2005 ed anche se ora l’area è stata sottoposta a  bonifica permangono  le perplessità in ordine all’assenza di adeguati controlli al momento del conferimento del materiale di scavo. Mancanza di controlli che senza il nostro intervento avrebbe  trasformato le Torbiere di Salorno in un sito permanente di smaltimento di rifiuti. Restano da  accertare le responsabilità non solo di coloro che hanno trasformato in discarica  la torbiera, ma anche di chi ha coperto queste pratiche in sede politica.

La segreteria del Consigliere provinciale Alessandro Urzì

Gruppo consiliare provinciale L’Alto Adige nel cuore