“Più plurilinguismo adesso. I nostri figli non possono più aspettare”.

A chiederlo è stata pochi giorni fa la Consulta dei genitori della scuola in lingua tedesca che aveva ricordato che il 77% di 12.000 genitori di lingua tedesca intervistati vorrebbe più italiano nelle scuole tedesche.

A sostegno di questo appello arriva oggi l’appoggio di Alto Adige nel cuore, il movimento di centrodestra che fa riferimento al consigliere regionale Alessandro Urzì.”Non possiamo ignorare questa richiesta e continuare ad andare avanti per strade separate tra scuole di lingua italiana e scuole di lingua tedesca – ha dichiarato la neoeletta referente per la scuola dell’Alto Adige nel cuore, Rosanna Oliveri -. Il plurilinguismo è un traguardo molto importante che comporta la collaborazione di tutti i tre gruppi linguistici; è necessario agire insieme. Esistono già degli ottimi esempi di progetti di scambio e collaborazioni tra scuole di entrambe le lingue come, per esempio, gli scambi docenti, ovvero insegnanti della scuola italiana che vanno a insegnare la loro materia in italiano nella scuola tedesca per un breve periodo e viceversa.

A Merano i due licei classici, italiano e tedesco, organizzano per due classi parallele, ovvero due prime o due seconde, le lezioni nello stesso ordine e poi mischiano le due classi in due gruppi misti di cui uno fa lezione in una lingua e l’altro nell’altra per poi scambiarsi. Il problema è che questi progetti sono troppo rari e non sostenuti dalle Intendenze. La nostra proposta è che le Intendenze scolastiche, italiana e tedesca, collaborino insieme per sostenere attivamente questi progetti e aiutino a diffonderli in tutto il territorio. Attualmente le intendenze lavorano invece in modo completamente separato. Questi progetti devono essere organizzati e sostenuti dall’amministrazione, non solo tollerati come avviene adesso. La scuola italiana finora ha invece insistito ad aumentare semplicemente le ore di tedesco o di materie insegnate insieme a un insegnante di tedesco, cosa che però non ha fatto aumentare particolarmente il livello di tedesco tra gli alunni di lingua italiana, tanto da spingere molti genitori a iscrivere i propri figli nella scuola di lingua tedesca”.

“Abbiamo a disposizione un patrimonio eccezionale nella nostra provincia – ha aggiunto Urzì -, è davvero assurdo non utilizzarlo per raggiungere un vero plurilinguismo. Senza contare che il bilinguismo applicato nella sola scuola italiana sta facendo perdere molti posti di lavoro agli insegnanti di lingua italiana che si vedono portare via la cattedra da quelli di lingua tedesca.”

“Noi, le nostre proposte le abbiamo lanciate, adesso aspettiamo le risposte degli assessori Achammer e Tommasini”. – ha concluso il consigliere provinciale dell’Alto Adige nel cuore.