Saranno le olimpiadi di Milano e Cortina, potevano essere le olimpiadi di Bolzano, Milano e Cortina. É mancato il coraggio e i tentennamenti continui durati mesi hanno fatto perdere l’occasione storica di vedere inserito anche il nome dell’Alto Adige nel logo ufficiale delle Olimpiadi.

L’aver deciso di mettere a disposizione alcune infrastrutture non lava la coscienza di chi porta ora la responsabilità di avere regalato solo a Milano e Cortina, Lombardia e Veneto, tutto il ritorno di immagine ed economico della manifestazione.

Chi ha parlato in queste ore di Alto Adige su tutta la stampa mondiale? Forse qualche distratto accenno ad uno o due impianti che l’Alto Adige presterà alla manifestazione. Nulla più.

“Una scelta politica: va ricordato come dalla Volkspartei era venuta la chiara dimostrazione di interesse verso una candidatura dell’Alto Adige con il Land Tirol, velocemente tramontata per disinteresse degli austriaci. Era in quel momento che la Giunta Kompatscher-Tommasini doveva credere nelle potenzialità di un Alto Adige che ha infrastrutture e ricettività alberghiera ampia”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia.

“È lì che si è perso il treno e dopo mesi di tergiversare – nel giugno del 2018 fu bocciata anche una mia mozione in Consiglio provinciale – si è finito per offrire un invisibile supporto logistico a Cortina”, ha proseguito Urzì

“Per cortesia, ci risparmino le scene di giubilo i nostri amministratori che faranno fare la figura di cenerentola all’Alto Adige alle Olimpiadi del 2026. Non hanno creduto nelle nostre potenzialità, sono andati a rimorchio quando ormai era troppo tardi per essere in partita, si erano spesi solo per la sfida politica – per nulla sportiva – delle olimpiadi con il Land Tirol”, ha concluso il cons. Alessandro Urzì