Precari della scuola, non ci sarà la stabilizzazione. Lo assicura l’assessore Tommasini (PD): “Non abbiamo bisogno di loro, le parole che hanno gelato l’aula”. E così la maggioranza oggi ha detto ancora una volta no bocciando un ordine del giorno presentato dall’Alto Adige nel cuore.

Quella di Bolzano insomma è destinata a rimanere l’unica e ultima provincia d’Italia dove rimarranno precari della scuola mentre la “Buona scuola” per paradosso voluta dal PD Renzi almeno questo problema a livello nazionale lo aveva risolto.

“Ma assumeremo lo stesso – ha esordito oggi Tommasini colpendo a fondo nella pancia dei precari storici (alcuni anche da venti anni) – ma non quelli che bisogna assumere… per forza”, ha chiarito, riferendosi al residuo gruppo di precari che sono in mobilitazione permanente da mesi. Ha aggiunto l’assessore che “se abbiamo bisogno di un insegnante di sostegno non se ne può assumere uno di filosofia, perché non ha l’abilitazione”.

“La mobilitazione permanente dei precari non è stata gradita dall’assessorato alla scuola italiana che ora si appella a difficoltà di ordine tecnico per sostenere la volontà tutta politica di non trovare una soluzione per insegnanti che hanno avuto l’ardire di sfidare l’assessore di lingua italiana a fare quello che la scuola in lingua tedesca ha fatto da tempo,. Assorbendo tutti i suoi precari. Le norme per procedere nelle assunzioni ci sarebbero, attraverso la messa a disposizione di progetti mirati, per esempio nel campo dell’integrazione, come votato qualche tempo fa dal Consiglio provinciale. Ma non si vuole farlo. Dall’assessorato alla scuola italiana  sinora sono venuti solo no”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel cuore.