La Provincia di Bolzano sta trasferendo parte delle risorse della scuola italiana a quella tedesca. A darne notizia, la scorsa settimana, è stato lo stesso presidente della Giunta provinciale Arno Kompatscher, intervenendo in aula in seguito ad un ordine del giorno sull’assestamento di bilancio presentato dalla Suedtiroler Freiheit.

“Non serve l’ordine del giorno – ha dichiarato iKompatscher – perché il programma di coalizione prevede già che si affronti l’argomento ed anzi alcuni provvedimenti a riguardo sono stati approvati. Altri ne seguiranno”.

Perplesso Alessandro Urzì: “Ora si spiega perché la Provincia non vuole assorbire i precari. Mentre nel resto d’Italia la normativa sulla BuonaScuola ha portato con se un numero consistente di assunzioni, in Alto Adige questo non è avvenuto.
Ora almeno sappiamo il perché. Il Presidente Kompatscher ha ammesso candidamente che si stanno sottraendo risorse alla scuola italiana per trasferirle alla formazione in lingua tedesca“.

“Una minoranza – prosegue il consigliere dell’Alto Adige nel cuore – ha un costo sempre maggiore rispetto ad una platea più ampia. Perché la minoranza impone strumenti specifici e strutture diversificate per garantire i servizi. La scuola italiana per la sua struttura, la sua diversificazione, la sua estensione, la sua funzione non trascurabile di tutela e garanzia della minoranza italiana in Alto Adige ha un costo maggiore rispetto invece al servizio offerto alla maggioranza in lingua tedesca nonostante la disparità dei numeri.
Privarla di risorse – conclude Urzì – ne condizionerebbe in modo grave sia l’offerta formativa che la presenza sul territorio con grave danno per l’intera comunità italiana dell’Alto Adige”.

La segreteria de L’Alto Adige nel Cuore