Il cippo di frontiera di Stato al Brennero trasformato da Suedtiroler Freiheit in un bidone di “rifiuti speciali”. E’ accaduto oggi al valico con l’Austria. E scatterà da parte nostra l’ennesima denuncia alla Procura della Repubblica per vilipendio dell’Italia.

Perché è vero che ormai queste provocazioni creano discredito ormai solo per chi le fa ma tacere sarebbe complice, e per questo reagiamo, cosa che altri ritengono superflua. Ma se perdiamo lo stimolo stesso ad indignarci perdiamo la nostra stessa identità. Questione irrinunciabile, dunque.

“Oramai si è trasformata in una patetica macchina delle provocazioni il movimento che fu di Eva Klotz, che pure nel suo delirio secessionista aveva uno stile di cui per paradosso abbiamo nostalgia. La nuova classe dirigente sputa ogni giorno una nuova bestemmia offendendo la convivenza e i concittadini di lingua italiana e scade in un basso livello di offesa”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale e regionale de L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia.

“Il movimento si sta ponendo al di fuori di ogni regola costituzionale una volta assumendo atteggiamenti razzisti verso i medici di lingua italiana accusati di uccidere i pazienti, una volta inneggiando alla violenza fisica ed al terrorismo come metodo di lotta politica, una volta denigrando i simboli istituzionali (quale è un cippo di frontiera) in cui si riconosce la Nazione intera. Non posso che rinnovare il mio appello ad isolare politicamente questo movimento di provocatori professionisti in attesa delle iniziative eventuali della magistratura”, ha proseguito Urzì.

“Nessun credito deve essere più assegnato a Suedtiroler Freiheit nelle sedi istituzionali, basta strizzatine d’occhio o accondiscendenza verso le iniziative presentate, anche quelle apparentemente più ingenue nascondono sempre un messaggio “contro” e mai “per”, come l’ultima richiesta di introdurre in Alto Adige (sacrificando un’altra festa comandata, inizialmente si era detto quella della Repubblica, il 2 giugno) la festa del “papà” che guarda caso coincide però con il patrono del Tirolo”, ha concluso il Cons. Alessandro Urzì.

Iniziativa per ora stoppata apprezzabilmente anche dalla medesima maggioranza politica provinciale a seguito delle nostre ferme proteste e l’invito a isolare e non inseguire il gruppo secessionista. Una moratoria che dovrà tenere per l’intera legislatura.