Smistare i profughi in gruppi idonei in tutta la provincia, anche nelle località periferiche per alleggerire la situazione sempre più drammatica di Bolzano, e intraprendere un’opera di immediata e profonda sensibilizzazione presso le amministrazioni austriache, a cominciare dal Tirolo, concertando un’azione politica ma soprattutto umanitaria comune volta ad impedire i continui respingimenti di migranti dal territorio austriaco. Ogni giorno vengono ricacciati in Italia ed in Alto Adige decine di migranti. Questo sistema va invertito.

Il Tirolo e l’Austria, anche in omaggio a quella decantata collaborazione transfrontaliera, devono fare la loro parte.

Possibile?

No. Oggi il Consiglio provinciale ha respinto le due proposte, avanzate con una mia mozione.

Svp e PD non si sono sentiti in dovere di promettere ufficialmente con un voto del Consiglio a Bolzano un alleggerimento della gravissima situazione di pressione che sta vivendo a seguito dell’afflusso continuo di migranti e profughi. La grande massa cerca la fuga verso il nord d’Europa ma viene respinta al Brennero dalla Gendarmeria austriaca. E Bolzano come Brennero sono divenuti centri di accoglienza improvvisati fonte di gravissime condizioni sanitarie e di convivenza.

Anche questo è un dettaglio non considerato come urgente  di sanzione da parte del Consiglio provinciale. L’Assessore ha assicurato: sì, ci stiamo lavorando, bisogna fare qualcosa. Ma un impegno preciso no.

Quale sia la regia provinciale rimane un mistero.

 

Alessandro Urzì

L’Alto Adige nel cuoreprofughi

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