“Considerato il sovrappopolamento, è davvero una cosa intelligente che tutti siano eterosessuali?” Ecco quella che forse è una perla fra le perle diffuse come messaggio nelle scuole altoatesine. Ma la cosa sorprendente è che ora le politiche gender siano sponsorizzate direttamente dalla Provincia. Dal Liceo Pascoli al Liceo Cademia di Ortisei, dall’Intendenza scolastica ladina (fatto che ha sorpreso i più) alla scuola alberghiera Kaiserhof, tutti insieme a sostenere la realizzazione nei contenuti e nella forma del diario “DAI” che benchè realizzato anche con il contributo di strutture pubbliche è già in vendita nelle cartolerie locali.

Ribadisco a scanso di equivoci la mia idea: ognuno fa quello che vuole della propria vita e la libertà (ovviamente anche nella sfera sessuale) è un patrimonio indiscutibile e che per me non merita nemmeno commenti (né propaganda favorevole né giudizi bacchettoni). Il discorso è diverso: cosa c’entrano le istituzioni pubbliche con la propaganda gay, per esempio?

Perché le citate istituzioni pubbliche locali hanno collaborato con l’organizzazione “Centaurus” ed il club Lgbt locale, pare ottenendo anche un aiutino dalla Federazione Cooperative Raiffeisen dell’Alto Adige, per produrre questo diario.

Ecco cosa l’intendenza ladina e le diverse scuole offertesi alla collaborazione con il progetto diffonderanno nelle scuole, per farci un idea: l’agenda “ricorda” a bambini e ragazzi che l’11 ottobre è la giornata dedicata al “Coming Out”, e suggerisce di contattare i movimenti Lgbt affinché realizzino nelle scuole il cosiddetto “Queer Format”, uno dei tanti progetti scolastici volti a convincere gli adolescenti del fatto che l’identità sessuale sia un costrutto sociale che si può rimodellare a piacimento a seconda delle sensazioni emotive momentanee; particolare sorpresa suscita l’invito esplicito che dal diario si rivolge a bambini e ragazzi a partecipare agli incontri gay organizzati dall’associazione Lgbt locale “Centaurus” (vd. 12 novembre) quasi ciò dovesse rappresentare un indirizzo suggerito di orientamento; seguono altri simili esempi, fino all’incredibile “Questionario etero”, che incalza i figli della nostra provincia con una serie di provocazioni con l’evidente scopo di mettere in crisi la loro identità sessuale. Ecco alcune domande “di forte impegno educativo”: “Da dove pensi che venga la tua eterosessualità?” Come dire: ma ne sei sicuro di esserlo? E ancora: “Quando e perché hai deciso di diventare eterosessuale?, come se lo scegliessi. “Sei etero per colpa di una fobia verso uomini del tuo stesso sesso?”, “Considerato il sovrappopolamento, è davvero una cosa intelligente che tutti siano eterosessuali?”, “Se fosse possibile cambiare la tua eterosessualità (elettroshock, medicine, esorcismi), lo faresti? – “Vorresti che i tuoi figli fossero eterosessuali anche se avessero molti problemi?”). Un campionario di perle che veramente fa dubitare sul valore educativo dell’agendina promossa dagli enti pubblici sopra elencati.

Alcune delle domande sono al limite dello spaventoso per quello che evocano e producono in termini di condizionamento ideologico, quasi drammaticamente eugenetico (per cui si può intervenire sulla personalità umana con interventi di modellamento della identità sessuale secondo una visione ideologica precostituita).

Che istituzioni della scuola provinciale e comunque pubbliche abbiano contribuito a questa edizione crea molta sorpresa al limite dello sconcerto. La libertà di espressione è cosa sacrosanta ma dalle istituzioni pubbliche che coinvolgono le scuole ci si aspetterebbe almeno un preventivo coinvolgimento almeno dei genitori, cosa che non pare essere avvenuta.

Ecco perché ho presentato una interrogazione per raccogliere i pareri alla fonte, dall’Intendente scolastico ladino e dalle scuole pubbliche citate dal volume in vendita.

Ecco le domande poste ed a cui sto attendendo risposta:

“SI INTERROGANO
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE
E L’ASSESSORE ALLA CULTURA IN LINGUA ITALIANA
E L’ASSESSORE ALLA CULTURA IN LINGUA TEDESCA
E L’ASSESSORE ALLA CULTURA IN LINGUA LADINA

per sapere

1) se siano a conoscenza della pubblicazione e della commercializzazione dell’agenda scolastica descritta dettagliatamente in premessa;

2) quale sia il loro orientamento in merito;

3) quale senso educativo connesso alle finalità delle istituzioni pubbliche citate in premessa (il liceo “Pascoli” di Bolzano, il liceo “Cademia” di Ortisei, la scuola alberghiera “Kaiserhof” di Merano, l’Intendenza scolastica in lingua ladina) abbia avuto la partecipazione al progetto del diario che presuppone l’approvazione dell’approccio metodologico surrettizio nelle scuole della provincia di dichiarata propaganda delle teorie LGBT;

4) se tale partecipazione sia avvenuta all’interno del piano formativo degli istituti stessi ed a quale titolo;

5) se il progetto sia stato condiviso con le rappresentanze dei genitori e in caso negativo se non si ritiene che ai genitori si assegnato il ruolo primario nella scelta dei modelli educativi dei figli;

6) se la pubblicazione abbia fruito direttamente o indirettamente di fondi pubblici;

7) quale messaggio educativo si ritiene possa avere un diario che propone i questionari sopra indicati (alcuni che colpiscono duramente la fragile coscienza giovanile ponendo dubbi e interrogativi del tutto pretestuosi sulla propria sessualità) e la rappresentazione fotografica di un bacio appassionato e sessualmente ispirato fra due persone che (in questo caso dello stesso sesso, ma fossero state di sesso diverso la valutazione dell’opportunità sarebbe stata più o meno la medesima) su un diario rivolto a ragazzi”.

Alessandro Urzì
Consigliere provinciale L’Alto Adige nel cuore