“La prova delle… prove di inciucio Lega/Svp è ora ufficialmente e per la prima volta sul tavolo: il capogruppo della Stella Alpina Oswald Schiefer ha deciso oggi assolutamente a sorpresa in Commissione speciale per le riforme di rinviare a dopo le elezioni, a trattative per la costituzione della prossima giunta provinciale in atto, l’assunzione di una presa di posizione ufficiale sul disegno di legge costituzionale presentato dalla Svp al Senato e che fissa i paletti della cosiddetta autonomia integrale per l’Alto Adige”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore.

“Si scrive autonomia integrale ma si legge autodeterminazione o secessione interna. La Svp immagina una Provincia di Bolzano quasi totalmente staccata dalla regione ma anche dallo Stato. Fulcro della proposta l’abolizione dell’interesse nazionale esercitabile dallo Stato sull’Alto Adige che assume una sorta di condizione di extraterritorialità rispetto all’Italia”, ha detto Urzì.

“Basta leggere il testo per capire la portata della proposta di modifica dello Statuto in cui i senatori Steger, Unterberger e Durnwalder riprendendo la vecchia proposta di Karl Zeller arrivano addirittura a ribaltare i ruoli tanto da scrivere e delimitare nello Statuto le competenze dello Stato su pesi e misure, politica estera e difesa e poco altro. Cioè è la Provincia a dettare quello che spetta allo Stato in Alto Adige, non il contrario”, ha continuato Urzì.

“Ed il rinvio odierno del voto su tutto questo è strategico: la Svp porterà la richiesta dell’autonomia integrale al voto del nuovo Consiglio provinciale (è stato annunciato) e porrà la questione come dirimente per potere costituire la maggioranza. Tutti i contendenti al Governo provinciale, in primis Lega o i Cinque Stelle anche di Koellensperger, dovranno dire a novembre se saranno d’accordo o meno a sostenere l’autonomia integrale, la rimozione dello Stato dall’Alto Adige, la chiusura dell’esperienza regionale, facendo approvare il testo dal Parlamento. E dalla loro risposta dipenderà l’ingresso o meno in giunta provinciale”, ha proseguito Alessandro Urzì.

“La contropartita sono le poltrone di Tommasini e Bizzo. Vinceranno Lega e M5S se apriranno la porta se no tanto varrà tenersi il PD e Bizzo. Ovviamente le forze nazionali di Governo, Lega e Cinque Stelle, sono in pole position per ottenere la consegna dell’ufficio già di Tommasini ma da oggi è anche chiaro il prezzo da pagare. La Svp è sempre molto concreta, la decisione di oggi è stata chiarissima a tutti in Commissione speciale dove si doveva votare subito (e si è votato subito solo per il disegno di legge che chiede per intanto la sola provincializzazione delle competenze sugli enti locali, oggi regionale, smontando un altro pezzo di Regione). Il capogruppo Schiefer ha annunciato: dopo le elezioni si parlerà, di discuterà con calma, voteremo dopo. Alla Lega ed ai Cinque Stelle chiedo però pubblicamente e da subito di esprimere una posizione chiara sui disegni di legge costituzionali al limite del secessionismo presentati al Senato da Steger, Unterberger e Durnwalder”, ha detto il Consigliere de L’Alto Adige nel Cuore.

“Lega e Cinque Stelle devono dire agli elettori adesso come si comporteranno dopo le elezioni, al loro primo atto politico in Consiglio provinciale, se accetteranno il ricatto sulla autonomia integrale che presuppone l’abolizione de facto della Regione e la riduzione dello Stato in Alto Adige ad un ruolo di mera rappresentanza, attraverso anche l’abolizione dell’interesse nazionale. Devono dirlo ora, non dopo il voto”, ha concluso Urzì