Il disegno di legge presentato dal Consigliere provinciale del Centrodestra – L’Alto Adige nel Cuore Alessandro Urzì per il recepimento definitivo della legge nazionale sulla “Buona Scuola” anche in Alto Adige è stato respinto ieri  dalla I Commissione legislativa del Consiglio provinciale.
Amareggiato e deluso il consigliere Urzì, che ha illustrato oggi, assieme ad una delegazione di precari, quanto emerso dal dibattito in Commissione.

“Noi in Alto Adige non recepiremo la legge sulla Buona scuola nazionale” ha affermato l’assessore alla scuola italiana Christian Tommasini (PD), intervenuto questa volta in Commissione, dopo che la sua assenza, su un argomento tanto delicato ed urgente, nella precedente seduta, aveva fatto saltare il voto sul documento qualche settimana fa. La linea della Giunta sull’argomento non cambia: in Alto Adige oltre settanta precari rimarranno nella loro situazione di incertezza, senza che venga loro garantito il posto di lavoro, come invece è accaduto ai loro colleghi nel resto d’Italia.

“Mentre lascia i precari  al loro destino – ha sottolineato il professor Enrico Palazzi, del coordinamento precari dell’Alto Adige –  la Provincia si appresta a stanziare 3 milioni di euro per assumere personale non docente per l’attuazione di progetti che in realtà corrispondono agli obbiettivi inerenti la prevenzione della dispersione scolastica che la legge statale voluta da Renzi aveva fissato essere attuati da personale docente. In Alto Adige invece– ha proseguito Palazzi – si fanno le cose in maniera completamente difforme e penalizzante per docenti precari lasciati al palo da quest’amministrazione provinciale che preferisce che altre categorie di soggetti entrino a pieno  titolo nel mondo della scuola e lavorino al posto dei precari.”

“Sulla questione dovremo  vederci chiaro – gli ha fatto eco il consigliere Urzì – che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione a riguardo. La cosa ovviamente – ha concluso Urzì – non può finire qua.

PRECARI DELLA SCUOLA: QUANDO CI SARA' GIUSTIZIA?

Ancora una volta Tommasini e il PD hanno detto NO alla stabilizzazione dei precari della scuola. E così tante famiglie rimarranno ancora una volta sospese nel vuoto: chi sa se il prossimo anno ci sarà un posto di lavoro

Pubblicato da Alessandro Urzì su Venerdì 24 novembre 2017