I ricorsi elettorali (per l’esclusione di candidati) presentati al Tar rischiano di avere un drammatico effetto a catena sul diritto al voto degli altoatesini all’estero.

Infatti sino a quando non saranno conclusi definitivamente non potranno partire i plichi con scheda di voto e certificato elettorale.

E nel frattempo arrivano segnalazioni poco rassicuranti dall’estero dove entro il 6 settembre si doveva esercitare il diritto di opzione per il voto da esercitare in un seggio in Alto Adige.

L’opzione per decidere di votare è arrivata ad un elettore altoatesino residente in Romania, l’ex consigliere comunale di Bolzano Vincenzo Moderno, l’11 settembre, ma il termine ultimo per comunicare il proprio interesse a votare in Alto Adige era il 6 settembre.

“Quanti sono gli elettori dell’Alto Adige che non hanno potuto optare dove votare? Ma ancora più importante, quanti, a questo punto, saranno gli elettori all’estero a cui verrà consegnato il plico per votare (con la scheda ed il certificato elettorale) oltre il termine ultimo per riuscire a fare recapitare la propria scheda all’Ufficio elettorale di Bolzano, fissato per il 19 ottobre?”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore.

“In Provincia avvisano: non possiamo inviare i plichi prima che i ricorsi non siano conclusi. Ed ogni giorno che passa riduce la possibilità che i plichi in alcuni paesi arrivino per tempo. Infatti le Poste Italiane consegnano i sacchi ai servizi dei paesi destinatari e i tempi non sono sempre certi. A questo punto tornano tutti i dubbi sollevati a suo tempo durante il dibattito di approvazione della legge elettorale: che certezza è veramente garantita all’elettore all’estero? E che il plico finisca davvero nelle sue mani e non in quelle di qualche estraneo che possa votare per lui?”, ha proseguito Urzì.

“Intanto l’ex consigliere comunale Moderno, dopo la segnalazione del disservizio di cui è rimasto vittima, ora avvisa: vedremo quando arriveranno i plichi con la scheda elettorale. E’ evidente che se arriveranno (causa i ricorsi o causa le lentezze di qualche servizio di recapito in Italia o all’estero) a ridosso del 19 ottobre il voto andrà in fumo. Chi garantisce che tutti possano esercitare il loro diritto? Inviterò la Provincia dopo le elezioni a diramare una circolare con la richiesta agli elettori all’estero di segnalare gli eventuali disservizi accusati. La norma così come è scritta non funziona. Mi pare che ormai sia conclamato”, ha concluso Alessandro Urzì.