Se l’Italia non era stata informata prima il fatto sarebbe gravissimo, se il Governo italiano era stato informato e non ha ritenuto necessario assumere alcuna posizione, il fatto è ancora più grave. A sostenerlo il Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore Alessandro Urzì.

“L’iniziativa con cui il Governo austriaco ha esteso oggi di fatto i suoi servizi consolari, esercitati in un qualunque paese del mondo, ai cittadini italiani residenti in Alto Adige (ma solo se “tedeschi” o “ladini”) sconfina nel campo del riconoscimento di diritti tipici della cittadinanza. Si tratta quindi del primo passo formale per il riconoscimento della doppia cittadinanza”, ha dichiarato Urzì.

“Se oggi l’Austria considera automatica l’erogazione di propri servizi tipici, derivanti proprio dalla cittadinanza, ai cittadini di uno stato diverso, agli italiani “tedeschi” o “ladini”, cosa dovrebbe domani impedire l’attribuzione completa della stessa cittadinanza e dopodomani la rivendicazione della piena sovranità sull’Alto Adige?”, ha proseguito Urzì.

“Quello austriaco è un atto di aggressione unilaterale all’Italia, sul piano proprio della sovranità, che peraltro smentisce con una superficialità assolutamente preoccupante le assicurazioni fornite solo poche settimane fa dallo stesso Governo di Vienna che aveva annunciato l’intenzione di procedere solo d’intesa con il Governo italiano a qualsiasi misura che incidesse sulle relazioni bilaterali e sui diritti di cittadinanza dei residenti in Alto Adige, ha continuato il Consigliere provinciale.

“La misura avrà un valore assolutamente simbolico e sarà di fatto impraticabile. Per ottenere i servizi dal consolato austriaco in un qualunque altro paese del mondo bisognerà dimostrare non solo di essere residenti in Alto Adige ma anche di essere “tedeschi” o “ladini”. Come si potrà dimostrare questa “patente”? Il Governo austriaco pensa anche ad una classificazione dei cittadini con cittadinanza italiana residenti in Alto Adige sulla base del grado di purezza “razziale” o “etnico/linguistica”?”, ha detto Urzì.

“Una follia, nell’anniversario dell’Anschluss hitleriano (un Anschluss oggi vaneggiato in modo non confessato per l’Alto Adige) che sconfessa la quietanza liberatoria rilasciata nel 1992 dall’Austria e che certificava l’Autonomia come il punto finale della controversia internazionale aperta di fronte all’Onu e che ha visto Italia e Austria contrapposte per decenni. Oggi l’autonomia diventa per il governo ultranazionalista di Vienna un punto di passaggio. Superabile, oggi con l’estensione dei diritti consolari, domani con la doppia cittadinanza, dopodomani con la possibile richiesta della sovranità su una provincia italiana abitata da una maggioranza di cittadini austriaci”, ha concluso Urzì.