Ecco le prove della pulizia linguistica in atto sui nostri monti (in questo caso particolare Renon). Oggi sono state presentate come atto di denuncia in Consiglio provinciale allegate ad una interrogazione/denuncia rivolta al Presidente della Provincia Arno Kompatscher chiedendogli un intervento energico per fare ripristinare il bilinguismo.

Ecco l’interrogazione rimasta pietosamente senza una risposta chiara e decisa da parte del Presidente Kompatscher, cosa che non avviene quando sono i secessionisti di Südtiroler Freiheit a denunciare la mancanza anche solo di una virgola in tedesco:

“Sui sentieri di Renon il rispetto del bilinguismo nella segnaletica è drammaticamente eluso. Si segnalano fra gli altri i casi di cartelli indicanti esclusivamente nella lingua tedesca località come Fontana (Tann), Bolzano (Bozen), Auna di sotto (Unterinn), Vanga (Wengen), Maria Assunta (Maria Himmelfarth), Collalbo (Klobenstein), Soprabolzano (Oberbozen), Corno del Renon (Rittner Horn). Queste targhe sono state apposte dall’Avs. Dall’associazione turistica quella che per esempio indica Stella di Renon solo con il nome in lingua tedesca.

SI INTERROGA
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE
E/O L’ASSESSORE COMPETENTE

per sapere
1) come si intenda intervenire per garantire il ripristino delle versioni bilingui delle denominazioni sulla segnaletica di montagna di Renon avendo cura del rispetto di toponimi in lingua italiana che costituiscono patrimonio vivo e utilizzato da generazioni di altoatesini;
2) se non si ritenga una provocazione la indicazione con il solo nome in lingua tedesca dello stesso capoluogo Bolzano, che dimostra una preordinata volontà di operare una pulizia linguistica di infausta memoria”.

La risposta del presidente Kompatscher è stata evasiva e deludente. “L’Alpenverein sa come dovrebbe agire, è informato, bisogna rispettare alcuni principi. Quali? Che lungo i sentieri, recependo una intesa fra Durnwalder e l’ex ministro Fitto , nomi di luogo di rii, laghetti, prati, malghe debbano essere con la denominazione originale (si farebbe intendere tedesca) mentre per le località vadano indicate anche le denominazioni in lingua italiana”. Stop. Non un giudizio di merito su quali dei nomi cancellati in italiano secondo Kompatscher rientrebbero secondo lui in una categoria piuttosto che l’altra. Insomma un atteggiamento volutamente poco chiaro. Con una sola certezza. Intanto i cartelli rimangono monolingui, anzi ora si potrebbe arrivare ad una regolamentazione che renderebbe definitivamente decaduti dal diritto di ufficialità nomi italiani al contrario da tutti conosciuti come Stella, Maria Assunta, Fontana, Auna di sotto. Ed a deciderlo sulla pelle degli Italiani dell’Alto Adige dopo essere stato un pugliese come Fitto, seguito da un emiliano come Delrio potrebbe essere un fiorentino come Renzi. Agli Italiani dell’Alto Adige negato il diritto di parola.

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore