Arno Kompatscher e Renzo Caramaschi, gli sconfitti del referendum. In primis e soprattutto Kompatscher dovrebbe trarne le conseguenze come lo ha fatto Renzi.

Perché? La sua scellerata decisione di appiattirsi integralmente sul Sì alla riforma costituzionale ha esposto gravemente l’Alto Adige ai fastidi, la rabbia, finanche l’odio delle altre regioni italiane (quasi ovunque ha vinto il no) verso le autonomie speciali ed in particolare la nostra accusata di tutelare in modo totalmente autoreferenziale se stessa.

Lo avevamo detto: Renzi c’è oggi e domani non si sa. In cambio dell’accordo “un sì per la svendita della toponomastica italiana e un salvacondotto del tutti incerto” Kompatscher e la Svp ci hanno messo contro tutta Italia.

Lo ha ammesso candidamente lo stesso Kompatscher oggi in sede di discussione sul bilancio di revisione della Regione: sapevamo che la riforma avrebbe colpito duramente le regioni a statuto ordinario.

Oggi tutte le regioni a statuto ordinario che hanno sventato il golpe di Renzi che le azzerava (anche quelle virtuose come Lombardia e Veneto) sono divenute nemiche dichiarate della autonomia della provincia di Bolzano. Una riflessione gli autonomisti integralisti e autoreferenziali se la dovrebbero fare. La partita è stata giocata all’azzardo, è stata persa (conta poco il prevalere dei sì in Alto Adige), ed ora si prevedono tempi cupi.

Kompatscher tragga le sue conclusioni come lo ha fatto Renzi: ha creato un danno alla credibilità dell’Alto Adige e alla nostra autonomia come mai nessun altro prima. Da oggi il clima è cambiato, nel dopo Renzi sarà tutto più chiaro.

Caramaschi: la maggioranza dei bolzanini ha sfiduciato la sua maggioranza, un voto secco. Facciamo anche qui finta di niente?

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore