Il Consiglio provinciale ha respinto, grazie al voto della maggioranza Svp/PD, la mozione con la quale sollecitavo un chiaro e determinato pronunciamento da parte delle autorità provinciali verso quelle austriache e tirolesi in particolare contro la rigidissima cortina di ferro allestita lungo la frontiera del Brennero che produce continui respingimenti di profughi.

Si chiedeva un impegno affinchè  venisse intrapresa “un’opera di immediata e profonda sensibilizzazione presso le amministrazioni austriache, a cominciare dal Tirolo, con l’istituzione di un tavolo di lavoro che possa concertare un’azione politica ma soprattutto umanitaria comune volta anche ad impedire i continui respingimenti di migranti dal territorio austriaco che continua a gravare sulla rete di solidarietà ma anche di assistenza (infine anche economica) esclusivamente delle autorità a sud del Brennero”.

L’esigenza è stata smentita categoricamente sia da parte del capogruppo della Svp Steger che dall’assessore Stocker (silenzioso come sempre il Pd).

Ho rilevato come le statistiche ufficiali sui numeri dei richiedenti asilo allocati in provincia non rendono chiara la dimensione drammatica del fenomeno. Sono centinaia infatti i clandestini che fuori dai flussi ufficiali tentano la traversata del confine verso i paesi del nord Europa e che vengono respinti dalla Gendarmeria austriaca.

Ovviamente si tratta di persone che essendo fuori dai flussi ufficiali creano un gravissimo problema di assistenza a sud del Brennero.

E’ evidente che la questione sia risolvibile alla radice solo a livello europeo. Ma per intanto la Provincia di Bolzano rinuncia ad alzare la voce con il Tirolo: che va bene quando c’è da riempirsi la bocca di collaborazione transfrontaliera di impronta revanscista, ma quando ci sono problemi comuni di affrontare e risolvere rimane separato da un confine impenetrabile e difeso da una inflessibile Gendarmeria.

Alessandro Urzì

L’Alto Adige nel cuore