Riaprire il muro in via della Vigna a Bolzano, garantire l’accesso dalle strade interpoderali al Centro di lungodegenza al Bivio oltre il quartiere di Firmian, fare sì che se l’ente pubblico paga servizi (come l’asfaltatura, l’illuminazione, la raccolta dei rifiuti, la consegna della posta) la strada interessata anche se privata (come quelle consorziali) debba essere accessibile a pedoni e ciclisti, ovviamente garantendo regole di transito e di sicurezza.

“Il disegno di legge che ho presentato nel maggio scorso è stato finalmente calendarizzato per il tre settembre in II Commissione legislativa. Esso prevede dei vincoli per l’uso delle strade interpoderali. La sua necessità si era resa evidente dopo la trasformazione del cancello di via della Vigna verso l’ospedale in un muro invalicabile che aveva sollevato una ondata di indignazione”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore.

“Ormai la sua discussione sarà un atto puramente formale, considerato il finire della legislatura, ma molto importante sul piano politico. Se il disegno di legge sarà approvato costituirà un indirizzo per il futuro quinquennio”, ha aggiunto Urzì.

Ecco il testo della relazione che sarà discussa assieme all’articolo unico del disegno di legge il prossimo tre settembre:

 

Relazione al disegno di legge provinciale:

Modifiche alla legge provinciale 28.9.2009, n° 5

“Norme in materia di bonifica”

La presente legge intende introdurre una norma chiara, evitando di volta in volta l’applicazione della discrezionalità, sul tema della accessibilità e percorribilità al pubblico di tratti di strade consorziali nell’ambito di Consorzi di bonifica o di miglioramento fondiario.

Soprattutto nelle aree a maggiore urbanizzazione questi tratti di strade si sono trasformati de facto in bretelle di collegamento pedonale o ciclabile con porzioni importanti del tessuto urbano, come nei due casi eccellenti saliti alla ribalta delle cronache nel comune di Bolzano, ossia l’ospedale di San Maurizio e il Centro lungodegenti al Bivio, verso Ponte Adige.

Queste strutture in particolare pagano il prezzo di essere state realizzate in forma decentrata rispetto ai quartieri residenziali e possono essere raggiunte agevolmente (nemmeno troppo nel caso del Centro lungodegenti) solo con i mezzi pubblici. Ma Bolzano è una città che fortunatamente conosce un alto tasso di utilizzatori delle biciclette. Il centro per lungodegenti risulta per questo tipo di mezzo di locomozione ecologico e salutare pericolosamente accessibile, ossia solo attraverso via Castel Firmiano. Lungo questa strada nemmeno esiste un marciapiedi degno di questo nome per i pedoni esposti a rischi enormi in una arteria stradale densamente trafficata.

                Chi deve raggiungere l’ospedale di Bolzano da piazza Adriano, per fare un esempio, è chiamato a fare un lungo giro verso via Vittorio Veneto invece di potere avere accesso alle strade interpoderali che portano comodamente e in modo sicuro sino alle porte dell’ospedale come hanno fatto sinora generazioni di bolzanini. Gli accessi più diretti e comodi alle due strutture bolzanine vengono impediti dalla installazione di sbarre se non cancelli che impediscono il transito pedociclabile verso gli importanti centri sanitari.

                La presente legge prevede che nel caso in cui l’ente pubblico sia intervenuto per finanziare o realizzare infrastrutture a titolo oneroso (per esempio garantendo l’illuminazione o l’asfaltatura, i servizi fognari con manutenzione relativa, i servizi di raccolta rifiuti o di consegna posta…) nell’ambito della rete viaria interpoderale interna ai suddetti Consorzi la medesime aree di circolazione debbano essere rese accessibili al transito pedonale e ciclabile con esonero della responsabilità per i proprietari della rete viaria.

                La legge prevede inoltre la possibilità di introdurre restrizioni al transito nel periodo della raccolta dei frutti negli adiacenti campi.

                Ci si rimette al Consiglio provinciale per l’approvazione della legge.

Bolzano 29.5.2018

Il consigliere provinciale

Alessandro Urzì

Disegno di legge provinciale:

Modifiche alla legge provinciale 28.9.2009, n° 5

“Norme in materia di bonifica”

Art. 1

E’ aggiunto il seguente art. 43 bis:

“Le strade di bonifica, poderali o interpoderali, nel caso in cui per la loro costruzione o riattamento, anche infrastrutturale, siano intervenuti contributi o sostegni finanziari di altra natura di natura pubblica, sia provinciale che comunale, o nelle quali siano svolti servizi pubblici di pubblico interesse o destinati al godimento privato dei residenti, sono rese accessibili al transito pubblico pedonale o ciclabile senza limitazioni materiali, sotto la piena responsabilità di coloro che le attraversino, con adeguata segnalazione in questo senso.

Limitazioni possono essere previste esclusivamente nel periodo della raccolta dei frutti”.

Bolzano, 29.5.2018