Siamo stati i primi già ai tempi dell’occupazione notturna dell’Hotel Alpi a Bolzano a indicare la strada della suddivisione sul territorio, comune per comune, del quantitativo di immigrati assegnati per la massima parte invece dalla Provincia al capoluogo Bolzano. Vedremo ora se il sindaco Renzo Caramasch dopo mesi di sberleffi suoi e dei suoi della sua maggioranza di fronte alle nostre denunce, avrà il coraggio di sostenere sino in fondo questa nostra posizione, anche facendola sua, non ci offenderemo. Ciò allenterebbe la pressione sociale del problema ed allo stesso tempo favorirebbe i processi di integrazione reali.

Tutto questo ragionamento non ha nulla a che vedere invece con le continue e becere polemiche strumentali contro il Comune di Laives che invece riempiono ogni dichiarazione astiosa e sopra le righe del sindaco Caramaschi nei confronti del sindaco Christian Bianchi che ha avuto il merito semplicemente di sollevare il problema del modello di accoglienza ed integrazione che evidentemente a Bolzano ha fallito.

Bene che se ne sia accorto finalmente anche Caramaschi. Ma la colpa del fallimento non è di Laives ma semmai di chi governa Bolzano e di qualche assessore in Provincia, prima di tutti Martha Stocker.

Curiosa parabola però quella del sindaco Caramaschi: ha vinto le elezioni ammiccando alla Sinistra più estrema. Per farlo ha dovuto pagarne il prezzo negando ogni emergenza che il Centrodestra indicava. Sicurezza? Solo un problema di percezione. Sovraffollamento di richiedenti asilo nel capoluogo? Solo una leggenda, nessun problema, bellissimi i giardini di piazza Stazione.

Poi adesso, vinte le elezioni ed accomodatosi sulla comoda poltrona di sindaco si trasforma in giustiziere della notte alzando i toni in modo isterico rinnegando tutto ciò che aveva sostenuto in campagna elettorale e proponendo le soluzioni più ovvie che il Centrodestra sosteneva da anni, ma che fino a ieri per la sua maggioranza erano fumo negli occhi.

Il sindaco di Laives Bianchi ha avuto il merito di ricordare che c’è bisogno di responsabilità, da parte di tutti, ma che bisogna anche evitare che intere aree delle nostre città si trasformino in dormitori a cielo aperto o siano ostaggio di nullafacenti perché si è gestito il problema solo aprendo campi di soggiorni senza capire che poi ovviamente queste persone se abbandonate a loro stesse finiscono per fare quello che fanno a Bolzano. E credo che avesse il dovere da sindaco di Laives di pretendere che ciò non accada anche a Laives pur dimostrando ampia disponibilità a trovare le soluzioni migliori ed a fare la sua parte.

Ora, la scoperta dell’acqua calda da parte di Caramaschi offende il buon gusto. Per l’intera campagna elettorale si è ben guardato dal porre il problema a chi doveva trovare soluzioni, i buonisti del Pd o l’assessore Stocker e attraverso di lei Arno Kompatscher.

E adesso si inventa di portare il tema al Consorzio dei Comuni sapendo che poi a decidere sarà la Provincia. Ancora una volta propaganda.

Ovviamente vedremo se sosterrà sino in fondo la richiesta di smistamento dei richiedenti asilo fra tutti i comuni avendo coraggio di sfidare Martha Stocker e non cercherà solo di scaricare il problema su Laives, per antipatia politica verso Bianchi che ha avuto la colpa solo di parlare chiaro. E di non essere del PD. Caramaschi smetta di fare polemiche e di assumere posizioni demagogiche e personalistiche e cominci a fare il sindaco di tutti.

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore