Ricontrattazione dei criteri di attribuzione delle risorse finanziarie al Comune di Bolzano. Nel corso del suo fine settimana di relax a Fiè allo Sciliar in cui ha incontrato il Presidente della Provincia Arno Kompatscher auspico che il sindaco pro tempore Luigi Spagnolli abbia avuto quel coraggio che non ebbe quando il Consorzio dei Comuni alla vigilia delle elezioni provinciali, alla guida dello stesso Kompatscher, fissò i penalizzanti criteri di finanziamento. Da allora Bolzano ha perduto, a saldo totale a conclusione del ciclo nel 2016 13 milioni e 377 mila euro (-21,26% del proprio bilancio 2011), soldi che sono mancati ai servizi sociali, agli investimenti, soldi in meno che hanno impedito la riduzione dell’Imi su capannoni produttivi e prime case, pertinenze comprese, ed abolizione dell’addizionale Irpef. Bolzano è uno dei 9 comuni dell’Alto Adige che ancora la applica.

Dalle note stampa non risulta che Spagnoli abbia avuto più coraggio oggi di quanto non ne ebbe quando il Consorzio dei Comuni decise di abbassare la tagliola sul capoluogo. Tanto che allora la delegazione di assessori di Bolzano per non urtare le sensibilità dell’allora candidato in pectore alla guida della Provincia Kompatscher non votò nemmeno contro, semplicemente uscì silenziosamente dall’aula rinunciando a fare sentire la voce del capoluogo nel momento più importante degli ultimi venti anni.

E allora voglio sapere dal sindaco Spagnolli: come pensa di gestire Bolzano per i prossimi cinque anni se non intende porre la questione della ricontrattazione di quegli accordi che hanno tolto la terra sotto i piedi del capoluogo e invece ricoperto d’oro i comuni della periferia? Lauregno ha guadagnato da allora il 243% in più del proprio bilancio precedente, Avelengo il 179%,, Anterivo il 132%, Sesto il 142% e la lista potrebbe essere molto lunga.

Bisogna essere molto chiari: è evidente che Bolzano potrà ripartire se ci sarà una onesta e trasparente volontà di ricontrattare quei patti imposti e subiti. Lo si dovrà fare con la Svp, è evidente, con l’attuale consorzio dei Comuni richiedendo attenzione e rispetto per Bolzano che eroga servizi di interesse provinciale e si fa carico degli oneri che ciò comporta. Il pendolarismo di dipendenti provinciali, il traffico conseguente, il termovalorizzatore che brucia rifiuti di tutta la provincia, sono solo esempi.

Questa specialità e complessità di Bolzano va solo riconosciuta.

Da parte mia ho la ferma volontà di porre la questione come un primo atto di responsabilità dopo la mia elezione. Senza risorse a pagare la differenza fra quanto poteva contare Bolzano prima degli infausti accordi e quanto oggi dispone sono i cittadini attraverso la riduzione di servizi, l’Imi e l’addizionale Irpef. Questa dovrà essere invece cancellata e l’Imi rimodulata verso il basso con particolare attenzione verso le attività produttive.

Lo si potrà fare ricontrattando gli accodi sulla finanza pubblica. Via obbligata per una amministrazione responsabile.

L’impegno ovviamente va assunto, a sostegno di questo indirizzo di equilibrio della finanza pubblica, anche in Consiglio provinciale dove presenterò una iniziativa specifica per porre al centro di un attento esame.

Alessandro Urzì

Post correlati