Nel 2010 la parola d’ordine era ristrutturare i servizi sociali.

L’allora neo eletto assessore parlava di 200 dipendenti dei distretti che sarebbero tornati al comune, parlava di modifiche sostanziali, di risparmio economico, di grande rivoluzione.

Questi bei proclami, sono rimasti tali, fino all’anno scorso non si è mosso nulla, una latitanza durata 5 anni.

La situazione dei servizi sociali è ormai allo sbando generale, il piano presentato dal direttore generale Dott. Marcato il 13 aprile, senza il parere favorevole della commissione paritetica, senza un parere delle rappresentanze sindacali, a 15 giorni dalla fine legislatura, non prevede nessuna modifica sostanziale, nessuna riorganizzazione in termini di economicità, ma la realizzazione di un nuovo ufficio amministrativo “ufficio affari generali” il quale necessiterà di un dirigente dove andranno a confluire molte delle attività dell’attuale ufficio legale.

L’eventuale risparmio quindi si riduce alla pura e mera indennità libero-professionale dei due avvocati.

A questo punto ci si chiede se i cittadini vogliono veramente tutto questo? Se questo è il promesso piano di riorganizzazione di cui si parla da cinque anni.

Probabilmente i cittadini vorrebbero una ristrutturazione aziendale profonda e ben realizzata e condivisa con tutte le parti. Una ristrutturazione finalizzata all’abbassamento delle rette delle case di riposo, degli asili, del servizio handicap, ecc.. finalizzata ad un vero risparmio senza la perdita di qualità e posti di lavoro che Assb ad oggi possiede.

Valutando che Assb ha circa 1000 dipendenti e un budget di 80 milioni di euro, che c’è una rete di 15 dirigenti, una trentina di funzionari, che non è stata confermata la vice direzione Assb, che vede il direttore generale in scadenza al più tardi entro il 15 novembre 2015, ma soprattutto che c’è stato un fermo di 5 anni, sarebbe socialmente e politicamente corretto fermarsi e realizzare un piano di ristrutturazione, finalizzato ad un vero risparmio economico visti anche i tempi molto duri per le famiglie bolzanine.

Famiglie che ad oggi fanno fatica ad arrivare a fine mese e che pagano per i loro famigliari rette altissime.

Caro assessore le facciamo noi una proposta!

Si potrebbe iniziare una vera ristrutturazione partendo dalle indennità dirigenziali, trasformando di fatto i 15 dirigenti in funzionari responsabili di unità organizzativa. Allineando cosi la classe dirigente a quella di altri enti pubblici, risparmiando circa 300 mila euro annui. Assb inoltre da un anno e mezzo non dispone più di un direttore della ripartizione amministrativa, che l’attuale piano prevede di reintegrare sotto forma di nuovo ufficio, aumentando i costi Assb, che invece a nostro avviso, in periodo di crisi e visto che per un anno e mezzo si è fatto senza si può continuare a far senza con un ulteriore risparmio di 100 mila euro annui circa.

Non si capisce quindi come mai ad oggi eseguendo un semplice allineamento della gerarchia, si potrebbero risparmiare 400 mila euro in parte oggi e in parte pro futuro senza eliminare strutture e soprattutto senza licenziare.

Avendo un punto di partenza per una vera ristrutturazione profonda che parta da tutti vertici aziendali e non dalla classe impiegatizia.

Caro assessore se, come i cittadini, fosse interessato a questa riorganizzazione seria, abbiamo un ulteriore piano di riorganizzazione interna dei servizi sociali e siamo disposti a illustrarglielo.

 

Il Gruppo “servizi sociali” dell’Alto Adige nel cuore

Kevin Morghen

Alessandro Cavalli

Caterina Foti

Francesco Mafrici

Daniela Pisano