Bolzano violenta, si potrebbe ridenominare così, riprendendo il titolo di un celebre film,  il capoluogo altoatesino dopo l’ultimo episodio inimmaginabile sino a ieri, con tanto di sequestro del generale Bosin (a cui va tutta la nostra solidarietà) e rapina alla moglie, a cui esprimiamo altrettanta vicinanza.

“Un atto che mette Bolzano sullo stesso livello di realtà degradate in altre parti d’Italia o con le città più pericolose d’Europa”, ha dichiarato Alessandro Urzì (Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore).

“Attenzione: non inizi il vortice di critiche alle forze dell’ordine che invece fanno egregiamente un lavoro difficile in condizioni estreme e con i mezzi disponibili messi a disposizione dal Governo, il problema sono le leggi che permettono ai delinquenti di fare quello che vogliono non rischiando quasi nulla e il lassismo delle politiche dei nostri ultimi governi che ci hanno lasciato in mano ad una marea di farabutti in arrivo da ogni parte del mondo senza né arte né parte che per sopravvivere delinquono. Cosa dobbiamo aspettare ancora?” ha concluso Urzì.