Presso il pozzo di Sinigo, dove viene effettuato un regolare monitoraggio prescritto con le opere di bonifica, negli ultimi tre anni sono stati effettuati 3 rilevamenti che hanno evidenziato un livello di arsenico inferiore ad 1 microgrammi/litro.

Ma all’interno dell’area Solland Silicon, presso i piezometri di controllo, il valore di arsenico nell’acqua di falda nello stesso periodo è risultato variabile da un minimo di 0,2 μg/l a un  massimo di 427 μg/l.  Secondo la direttiva corrente 98/83/CE (Drinking Water Directive, DWD) recepita in Italia nel 2001 con la legge n. 31, il valore massimo di arsenico consentito nell’acqua potabile è pari a 10 microgrammi/litro.

A comunicarlo è l’assessore provinciale all’ambiente Richard Theiner in risposta ad una dettagliata interrogazione di Alessandro Urzì.

Il Consigliere provinciale dell’Alto Adige nel cuore, dopo aver appreso dalla stessa Provincia che nell’area industriale di Sinigo erano stati rilevati alti valori di arsenico, aveva chiesto ulteriori approfondimenti soprattutto in merito all’acqua di falda prelevata dal pozzo della frazione che contribuisce ad alimentare l’acquedotto meranese.

Nessuna analisi – si legge nel testo della risposta inviata dall’assessore –  risulta invece essere mai fatta sulle mele della zona di Sinigo, neppure di quelle coltivate  nell’area che si sospetta essere stata utilizzata per interrare la cenere di pirite, che come noto rilasciano proprio arsenico. Per quanto riguarda l’acqua dell’Adige, quella invece regolarmente monitorata, i valori dell’inquinante  a monte dello scarico della barriera idraulica Solland Silicon variano da <1 μg/l a 7,5 μg/l, mentre a valle dello scarico sono compresi tra 2,7 μg/l e 5 μg/l.  Una barriera idraulica è stata realizzata nell’area con un richiamo dell’acqua di falda che contiene arsenico e per evitare la propagazione dell’arsenico stesso in falda verso valle. La barriera idraulica scarica nel fiume Adige con il rispetto del valore limite di emissione di 0,5 mg/l per il parametro arsenico ai sensi della normativa vigente. La contaminazione della zona industriale di Sinigo è nota agli uffici dell’Agenzia provinciale per l’ambiente. Per questa zona sono stati prescritti ed eseguiti diversi progetti di bonifica, alcuni messi in atto direttamente dall’allora soggetto operante sul sito, la MEMC per intenderci, altri direttamente dalla Provincia, come la bonifica area mensa.

“I valori di arsenico oltre 40 volte la soglia di legge nell’acqua di falda all’interno dell’area Solland sono preoccupanti, è vero che i rilevamenti al pozzo di Sinigo, che immette acqua nell’acquedotto meranese per il momento  hanno dato esito negativo,  ma evidentemente c’è da tenere alta la guardia per  poter escludere possibili contaminazioni sia a livello di falda che di scarico refluo verso l’Adige. L’arsenico infatti risulta essere una conseguenza della lavorazione dei fertilizzanti che avevano interessato gli stabilimenti di Sinigo fino agli anni ’70, ma tutta l’area in questione ne risulta tutt’ora pesantemente contaminata. Alti livelli di arsenico risultano strettamente correlati all’insorgenza di alcune forme di cancro, in particolar modo di quello polmonare, al fegato e soprattutto del melanoma,  patologia di cui la nostra Provincia detiene il non invidiabile primato europeo di incidenza.” – così il consigliere provinciale Alessandro Urzì.