In sede di dichiarazione di voto sulla legge che ridefinisce le organizzazioni turistiche ho ribadito il mio sconcerto per il rifiuto da parte di Pd e Svp di garantire l’inserimento di un vincolo preciso al rispetto del bilinguismo e quindi all’uso anche della lingua italiana da parte delle medesime organizzazioni il cui bilancio sarà formato dalle partecipazioni della Provincia, ossia che saranno alimentate da denari pubblici, di tutti i cittadini, me compreso.

Nessun vincolo, ha preteso Kompatscher, anzi in alcuni casi di promozione verso l’estero meglio usare una lingua sola, il tedesco.

Così via libera all’uso di una sola lingua su segnaletica, brochure, promozione di iniziative, se le organizzazioni turistiche lo decideranno di volta in volta, anche se tutte finanziate con denaro pubblico.

Ma di più: la legge prevede deleghe da parte della Provincia o dei Comuni di particolari compiti (come la tenuta dei sentieri). E anche per questo l’alleato del Pd non ha avuto nulla da dire: va bene che non sia garantito alcun vincolo al bilinguismo.

Ho severamente accusato il Partito democratico di avere mantenuto su questa questione un silenzio ingombrante e significativo. Christian Tommasini ma anche ora, sorprendentemente, Roberto Bizzo hanno votato con i secessionisti e la Svp il no all’impegno al rispetto del bilinguismo e non è stato inserito un solo passaggio di garanzia per il rispetto della lingua italiana.

“Non sono nemmeno più indignato – ho detto nel mio intervento – solo incredulo e mortificato per l’atteggiamento supino del Partito democratico anche quando in gioco c’è la ragione stessa della partecipazione di quel partito al governo della Provincia”.

Alessandro Urzì

Il Centrodestra – L’Alto Adige nel cuore

 

In foto uno dei tanti esempi di utilizzo attuale dei denari pubblici assegnati alle organizzazioni turistiche del territorio

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