Golden Power del Governo (intervento di messa in sicurezza nel patrimonio produttivo nazionale) per la aziende strategiche anche nel campo dei semiconduttori, ossia il settore della Solland Silicon. Ne ha parlato il Premier Conte ieri in conferenza stampa fra le misure chiave di protezione dell’apparato produttivo italiano dal rischio di dispersione del patrimonio che può passare anche attraverso la svendita a gruppi stranieri.

Un tema, quello della difesa del patrimonio produttivo in Italia, per quanto riguardava la Solland Silicon, oggetto di una interrogazione parlamentare presentata giovedì scorso dal capogruppo alla Camera dei deputati di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida a seguito di un intenso scambio di valutazioni con il coordinatore regionale e consigliere Alessandro Urzì.

La fabbrica, non ancora svuotata, rientra perfettamente nella categoria delle aziende di rilevanza strategica nazionale perché dalla sua produzione si reggeva l’autosufficienza italiana in materia di componentistica elettronica.

Lo si è visto con le emergenze sanitarie: non avere una indipendenza ed autosufficienza produttiva in Italia e tanto più italiana può essere pericoloso. Nel caso più attuale respiratori e dispositivi di protezione individuale, nel caso della Solland il silicio iperpuro da cui dipende tutta la componentistica elettronica mondiale con solo pochi stabilimenti specializzati al mondo, quello meranese unico in Italia.

Il sistema di autogiustificazione delle scelte politiche che hanno accelerato la chiusura dello stabilimento, attorno al quale era stato creato un clima drammaticamente ostile dalle istituzioni locali, ha ignorato questo aspetto forse più perché legato all’interesse nazionale che strettamente all’economia locale. Oggi, se il passo sarà definitivo nel senso della chiusura totale, il danno che sarà procurato all’interesse nazionale sarò gravissimo ed irreparabile.

Da qui l’interrogazione dell’On. Lollobrigida al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dell’Economia.

“Attualmente la ex Solland è proprietà del gruppo Auer/Ladurner – premette Lollobrigida – che con All Invest srl si è aggiudicata al termine di una procedura fallimentare l’acquisizione per poco più di un milione e mezzo di euro con l’unica finalità di dismettere gli impianti e avviare una bonifica delle aree interessate”.

Si riconosce che il Golden Power parte dalla premessa di mantenere in Italia le proprietà delle aziende, ma il secondo tema (non affrontato da Conte) è anche quello del garantire almeno la produzione in Italia e il know how e quindi posti di lavoro qualificati come potrebbe avvenire nello stabilimento di Merano in particolare, che è inimmaginabile possa essere smontato e ricomposto altrove. Una volta chiuso sarebbe chiuso.

Di certo si sa che un investitore qualificato ha presentato un piano industriale al Mise.

Da qui gli interrogativi del capogruppo di Fratelli d’Italia: “in un periodo eccezionale in cui il caso della produzione di mascherine e apparecchiature medicali ha dimostrato in tutta la sua drammaticità che nei momenti di crisi solo i paesi autosufficienti sopravvivono alle emergenze globali, il sistema Italia non può permettersi di disimpegnarsi in un settore strategico  e di interesse nazionale come quello dei componenti di base per l’elettronica” per cui si chiede al governo “se non ritenga di preservare e con quali eventuali strumenti una azienda strategica sul piano nazionale per la tutela dell’autosufficienza italiana nell’ambito delle produzioni di materiali fondamentali per l’elettronica” nonché se “non si intendano adottare in via cautelare i provvedimenti atti a interrompere la sospensione delle operazioni di dismissione dello stabilimento in attesa di verificare la praticabilità del piano industriale presentato dall’investitore al Mise”.

Ora si attenderà la risposta del governo.