Alessandro Urzì, Consigliere provinciale e regionale de L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia, ha richiesto l’istituzione di una Commissione d’inchiesta presso il Consiglio provinciale (saranno sufficienti nove firme) per indagare su tutte le procedure messe in atto dalle istituzioni provinciali e dalla politica locale e nazionale per garantire le condizioni minime e sufficienti per sostenere la riattivazione della produzione e l’individuazione di un investitore qualificato interessato a subentrare nella proprietà con l’intenzione di sostenerla e non dismetterla.

“In questa luce si inseriscono anche le ordinanze della Provincia con le quali si sono disposte le procedure di dismissione del complesso industriale e prima di esse le autorizzazioni integrate ambientali che hanno così pesantemente condizionato le prime aste pubbliche, ponendo a carico degli investitori le opere di bonifica, quando ciò non sarebbe stato previsto dalla disciplina europea sulla base del principio che chi inquina paga”, ha dichiarato Urzì.

“Insomma gravano numerosissime ombre sull’intera vicenda ed è per questo che ho richiesto la Commissione d’inchiesta appellandomi ora ai diversi gruppi politici presenti in Consiglio perché la sostengano con la loro firma.
I dubbi peraltro sul ruolo politico avverso o perlomeno ambiguo alla ripresa delle attività industriali avuto da parte della Provincia e dal sindaco verde di Merano Roesch e dalla amministrazione meranese sono stati denunciati con evidente forza anche nel corso della recente seduta straordinaria del Consiglio comunale di Merano con prese di posizione paradossalmente critiche (quasi delle mani messe in avanti) da parte di componenti della stessa maggioranza”, ha aggiunto Alessandro Urzì.

“La vicenda non può dirsi conclusa sino a quando l’intero impianto non sarà svuotato. Ora si chiede la Commissione d’inchiesta come atto di trasparenza che si auspica venga sostenuto anche dalle stesse forze di maggioranza provinciali”, ha poi concluso il Cons. Urzì.