CONCORSO PER INFERMIERI, 81 POSTI, 75 A TEDESCHI, 3 AD ITALIANI E 3 A LADINI

Cosa fare di fronte ad un concorso per infermieri che prevede la messa a disposizione di 81 posti, di questi 75 a diplomati del gruppo linguistico tedesco, solo 3 per italiani e altri 3 per ladini?
Quale sentimento nasce? Indignazione, rabbia, fastidio? Più concretamente c’è la consapevolezza che certe situazioni producono soprattutto scoraggiamento fra i giovani in cerca di occupazione, bravi, bravissimi ma appartenenti al gruppo linguistico “sbagliato”.
Ci viene detto che tutto corrisponde a criteri assoluti ed incontrovertibili, insomma nel pieno rispetto della legge (non ne avevamo dubbi). Ma la legge è sempre giusta?
Ho presentato per ora una interrogazione urgente. Mi aspetto risposte cariche di umanità ed intelligenza, non burocratiche e fastidiosamente ottuse.

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore

INTERROGAZIONE
Bando di concorso per infermieri/e

Premesso che in esecuzione della determinazione n. 1370 del 07.09.2015, l’Azienda Sanitaria della Provincia Autonoma di Bolzano – Comprensorio Sanitario di Bolzano ha indetto un concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di 81 posti di infermiere/a.
Considerato che il bando di concorso prevede che 75 posti siano riservati al gruppo linguistico tedesco (di cui 1 posto riservato ai disabili) 3 posti al gruppo linguistico italiano e 3 posti al gruppo linguistico ladino.
Rilevato che la spiegazione di questa particolare ripartizione dei posti a concorso è da ricercare nell’applicazione della normativa provinciale sulla proporzionale linguistica che nella fattispecie prevede la valutazione sia dell’organico presente in Azienda sanitaria sia nel comprensorio di Bolzano: i parametri che hanno portato alla quantificazione del numero dei posti da riservare ai tre gruppi linguistici fanno riferimento alle percentuali provinciali ed a quelle dei comprensori sanitari di riferimento.
Ritenuto che la sanità provinciale nel corso degli anni abbia a più riprese dimostrato quanto sia spesso inapplicabile il criterio della proporzionale linguistica se non tiene conto dell’offerta reale di personale. Ne sono esempio le centinaia di assunzioni in deroga alle norme statutarie così come le assunzioni di personale tramite le cooperative dove non solo non è applicata la proporzionale ma non è garantita nemmeno la conoscenza di una lingua tra quelle parlate in Alto Adige.
Convenuto che di fronte alla crisi occupazionale che coinvolge anche l’Alto Adige appare difficile assolvere i tecnicismi che portano a determinare una tale ripartizione dei posti da assegnare mortificando coloro che hanno dedicato anni di studio ed impegno per conseguire un diploma universitario di infermiere od infermiera e che ora vedono ridotte al minimo le proprie speranze di accedere al mondo del lavoro non su base meritocratica, non per titoli o competenze, ma solo per identità linguistica.
Ritenuto che la sanità altoatesina, a tutti i livelli professionali, abbia sempre sofferto a causa del privilegio linguistico a dispetto delle competenze professionali e questo limite ne ha precluso in alcune circostanze superiori standard qualitativi: uno scenario che coloro che avevano pensato le norme statutarie, in un’epoca diversa dall’attuale, non si erano immaginati e che segna il limite di una proporzionale etnica oramai superata sul piano storico dal punto di vista perlomeno etico.
Considerato infine che gli infermieri appartenenti al gruppo italiano usciranno penalizzati dall’applicazione rigida della normativa in essere quando oramai è noto che coloro che conseguano il diploma alla scuola Claudiana hanno competenze linguistiche bilingui che dovrebbero permettere di superare la barriera della proporzionale per proporsi come modello di integrazione autonomistica.
Tutto questo premesso e considerato,

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE
E/O L’ASSESSORE COMPETENTE
per sapere:

1) se non si ritenga opportuna ed attuabile la formulazione di bandi capaci di garantire un’opportunità di lavoro anche fra i tantissimi infermieri/e diplomati di lingua italiana che altrimenti rischiano di abbandonare l’Alto Adige o di rimanere disoccupati;
2) se non si consideri che esista il rischio che l’emanazione di bandi così strutturati dal punto di vista della riserva linguistica dei posti a concorso possa annichilire anche emozionalmente la fiducia dei candidati italiani;
3) se si ritenga che esista una offerta sufficiente di candidati di lingua tedesca;
4) Come si intenda intervenire per ristabilire un riequilibrio nelle quote riservate ai gruppi linguistici nel bando di cui in premessa;
5) quale sia attualmente la composizione per gruppo linguistico dei dipendenti dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige nel complesso e per Comprensorio sanitario e quale sia il criterio ufficiale utilizzato nel bando di cui in premessa per determinare il numero dei posti da riservare ai singoli gruppi linguistici.

Alessandro Urzì Bolzano, 20.11.2015