L’ANTICA  STALAGMITE SPOSTATA DAL PARCO DI VIA SEGANTINI ALLA PASSEGGIATA DEL GUNCINA

L’antica stalagmite, ritratta in tutte le foto d’epoca, che da un secolo faceva bella mostra di sé nel parco di via Segantini, dopo essere stata risanata e ripulita, è stata collocata dalla Giardineria comunale, in accordo con l’Ufficio tutela beni artistici, non nella sua posizione originaria, ma alla base della passeggiata storica del Guncina. Così si cancella un pezzo di storia di Bolzano.

A comunicarlo è stato l’assessore provinciale ai Comuni Arnold Schuler, in risposta ad Alessandro Urzì, che dopo un atto vandalico aveva chiesto alla Giunta provinciale se non intendesse intervenire presso il Comune di Bolzano perché fosse predisposto un servizio di controllo da parte della polizia municipale e fossero installate le  telecamere di sorveglianza. Nella sua interrogazione il consigliere provinciale dell’Alto Adige nel cuore aveva chiesto informazioni in merito a come si intendesse  perseguire i responsabili del gravissimo danneggiamento e se non si ritenesse opportuno prendere urgenti e decisi provvedimenti a tutela della incolumità e del decoro pubblico, considerato che l’area in questione risulta dominio di bande di malintenzionati.

Il Comune di Bolzano ha risposto con una certa arroganza di non ritenere opportuno posizionare delle telecamere di sorveglianza nel parco di via Segantini in quanto presidiata quotidianamente dai vigili di quartiere i cui intensi controlli hanno determinato un’attenuazione della presenza di vandali o tossicodipendenti, sia lungo le passeggiate del Guncina sia nel parco di via Segantini.

Poiché i danni registrati  sinora sono assolutamente irrilevanti  – risponde il Comune ovviamente ritenendo irrilevante anche il danneggiamento della stalagmite letteralmente spezzata in due dai calci di qualche sbandato – e le lamentele registrate si limitano a segnalare il vociare di ragazzi, il Comune ritiene sicuro il parco di via Segantini e non un luogo di disagio, soprattutto in paragone agli altri numerosi parchi sparsi sul territorio comunale, di cui finalmente anche l’amministrazione comunale ammette la pericolosità.  

Secondo l’amministrazione bolzanina, le telecamere inoltre comporterebbero una spesa notevole per le tasche dei cittadini e oltretutto senza garanzia e certezza alcuna che possano risolvere in toto le criticità segnalate

Telecamere che se  operative – ha affermato il consigliere Urzì –   avrebbero  permesso in breve tempo di riconoscere ed identificare i responsabili del riprovevole gesto che invece – come confermato nella risposta all’interrogazione – ad oggi non sono rimasti ancora ignoti.

 

La segreteria del Consigliere provinciale Alessandro Urzì

Gruppo consiliare provinciale L’Alto Adige nel cuore