NOMADI ARRESTATI, LE FAMIGLIE BENEFICIAVANO DA ANNI DI SUSSIDI SOCIALI, POLITICA ASSISTENZIALE DA RIVEDERE

I tre sinti bolzanini tratti recentemente in arresto dalle Forze dell’ordine con l’accusa di furto aggravato in concorso, non sono direttamente beneficiari di prestazioni economiche erogate dalla Provincia di Bolzano, ma i nuclei familiari di cui fanno o facevano parte sono stati sostenuti economicamente dai distretti sociali operanti sul territorio altoatesino. E in modo non indifferente.

I tre, assieme ad un minore identificato e denunciato a piede libero, avrebbero messo a segno negli ultimi mesi ripetuti colpi, almeno cinque, ai danni di altrettante tabaccherie. Stante le difficili situazioni familiari, i tre risultano inoltre essere beneficiari di interventi socio-pedagogici da parte dei servizi sociali.

Questo quanto ha comunicato l’assessore provinciale alle Politiche sociali Martha Stocker rispondendo ad un’interrogazione presentata dal consigliere Alessandro Urzì. L’esponente dell’Alto Adige nel cuore all’indomani degli arresti chiedeva se i nomadi implicati o le rispettive famiglie, fossero stati destinatari di sovvenzioni, benefici sociali, sussidi, contributi o alloggi sociali negli ultimi 5 anni e lo fossero tuttora.

L’assessore Stocker ha riferito che tutte e tre le famiglie di origine dei Sinti arrestati hanno percepito qualche forma di assistenza economica negli ultimi anni: una famiglia risulta essere stata beneficiaria per il 2011 e 2012 dell’assegno al nucleo familiare di 90 euro al mese, mentre attualmente riscuote sussidi provinciali sotto forma di reddito minimo di inserimento – circa 700 euro mensili – e contributi per le spese accessorie – 110 euro mensili. La seconda famiglia risulta genericamente beneficiaria di prestazioni di assistenza economica, mentre la terza ha percepito assegni regionali al nucleo familiare variabili tra i 198 ed i 430 euro mensili per gli anni 2010-2014 e di assegni provinciali variabili tra i 100 ed i 200 euro dal 2012 al 2015, in relazione alla presenza di altri figli minori nel nucleo familiare.

Due dei tre arrestati erano in carico ai servizi sociali per interventi socio-pedagogici, il primo nel distretto di Europa Novacella dal 2005 al 2015, con l’attuazione di diversi progetti sociali, finché in giugno 2015 il caso è stato chiuso per interruzione contatti; il secondo risulta in carico al distretto sociale dal 2011.

“L’amministrazione provinciale – sostiene il consigliere Urzì – è chiamata a rivedere con urgenza la politica dei sussidi sociali che andrebbero tassativamente vincolati ad un percorso di integrazione e di legalità. Questo deve valere per tutti, nomadi compresi ed anche per loro l’assistenza economica deve costituire una forma temporanea di sostegno, non una rendita perpetua, senza nessuna contropartita.

A tal proposito – conclude Urzì – ho presentato una mozione in Consiglio provinciale per prevedere che i soggetti richiedenti l’accesso alle misure di sostegno al reddito oltre che in percorsi di riqualificazione professionale possano venir inseriti in progetti concernenti lavori di pubblica utilità o socialmente utili”.

La segreteria del Consigliere provinciale Alessandro Urzì
Gruppo consiliare provinciale de L’Alto Adige nel cuore