“Ora ci si aspetta dai partiti di governo Lega e Cinque Stelle una posizione chiara, fuori da ogni equivoco sull’Alto Adige ed il destino della Regione. L’offensiva di agosto della Svp è iniziata: Il gruppo parlamentare al Senato attraverso i senatori Steger, Unterberger e Durnwalder prima del voto delle provinciali ha presentato nel caldo torrido di agosto quattro disegno di legge costituzionali che prevedono “l’autonomia integrale per le province di Bolzano e Trento” con fulcro nell’abolizione dell’interesse nazionale dello Stato sul Trentino Alto Adige (lo Stato viene considerato non titolato a mettere naso nelle questioni interne alle province di Bolzano e Trento)”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale e regionale (L’Alto Adige nel Cuore).

“E’ ufficialmente rischio Catalogna anche a Bolzano. Nella proposta che si prefigura come una spallata potente ai rapporti fra livelli locali e nazionale, è prevista l’abolizione de facto della Regione, lasciata solo come luogo di dibattito e coordinamento non vincolante (di facto mettendo nelle more il Consiglio regionale), l’attribuzione del potere di impugnazione delle leggi dello Stato al potere della giunta, del governo provinciale, e non più del Consiglio (sempre meno spazio quindi alle posizioni non conformi al pensiero unico), via tutte le residue funzioni ordinamentali della Regione se non quelle meramente formali. La prima branca che la Svp vuole sottrarre alla Regione è quella agli enti locali. La deriva che separerà Trento da Bolzano è sancita irreversibilmente. Ma alle Province si vuole cha passino tutte le competenze residue”, ha detto Urzì.

“Ma il peggio viene nel passaggio del disegno di legge dal titolo “autonomia integrale”,  esemplificativo che corrisponde a dire: secessione interna. La prova di sapore catalano? I senatori arrivano a elencare nella loro proposta la modifica dello Statuto di Autonomia l’inserimento in esso delle competenze dello Stato, pochissime, moneta, politica estera e poco altro. Come dire: siamo noi che assegniamo allo Stato le sue competenze e non viceversa… Siamo noi a indicare allo Stato che deve starsene fuori non la Costituzione della Repubblica italiana a indicarci i limiti cui attenerci”, ha proseguito Alessandro Urzì.

“Un colpo di mano di fronte al quale ora mi aspetto che arrivino parole chiare da Lega e Cinque Stelle, senza ambiguità. Si dica che destino si vuole riservare alla Regione ed al futuro dell’Alto Adige dentro l’Italia. Altro che ammiccamenti e mezze promesse di fare eleggere a Strasburgo con i voti italiani di Bolzano un deputato Svp”, ha poi continuato il Consigliere.

“Dal canto mio annuncio la mia ferma protesta il 29 agosto quando è stata convocata la Commissione speciale per le riforme dello Statuto insediata presso il Consiglio provinciale per discutere di questo colpo di mano mascherato da autonomismo spinto, mentre tutto questo ha sapore di secessionismo catalano. Ma faccio appello a tutte le istituzioni democratiche perché respingano questa gravissima provocazione che rischia di alimentare a due mesi dal voto uno scontro istituzionale e politico grave ed inutile”, ha concluso Urzì.