Questo comportamento è lo stesso che ha fatto perdere le elezioni a Bolzano: il silenzio totale, assoluto della Lega provinciale altoatesina di fronte alla sua alleata, la Svp, che dichiara di essere pronta all’ingresso (per la prima volta ufficiale) in una maggioranza di governo, di sinistra, proponendone addirittura il nome del Presidente del Consiglio: Conte.

Questo stesso comportamento si ebbe quando Kompatscher, terminata la seduta di giunta con gli assessori leghisti, era salito sul palco di Caramaschi qualche giorno prima che il suo partito decidesse anche formalmente di apparentarsi con il Pd e la Sinistra radicale per il ballottaggio. La decisione non era stata ancora presa. Si poteva impedirla puntando i piedi. Lo si doveva fare anche a Laives, facendo pagare alla Svp il conto delle sue scelte al fianco della Sinistra nel capoluogo (ed ora a Roma).

Invece nulla.

La Lega in Provincia (e forse anche a Laives) avrebbe dovuto puntare i piedi e minacciare di aprire una crisi a Palazzo Widmann ma non si mosse foglia. Lasciarono che Achammer imponesse la linea al direttivo del partito e accettarono l’umiliazione, per mantenere ferme le proprie posizioni di rendita.

Ora si rivive la medesima situazione con la Svp che, chiamata da Fico che sta esplorando la possibilità di creazione di una nuova maggioranza, dichiara di essere pronta a fare la sua parte e candida Giuseppe Conte.

Lo stesso Conte che un giorno sì e l’altro ancora a Bolzano rimproverano di incapacità nella gestione dell’emergenza.

Ma poi lo candidano al mandato ter.

E la Lega tace.

Questi silenzi stanno divenendo complici e pericolosi, un sostegno ombra della Lega locale al Conte ter, per interposta persona, mentre il partito a livello nazionale segue la strada dell’unità con Fratelli d’Italia e Forza Italia nel proporre elezioni.

Perché gli assessori provinciali leghisti non pongono il problema politico chiedendo una verifica e chiudendosi in una visione di interessi del momento ma senza prospettiva?

Ma sappiano che alla prima occasione, mancando di carattere e peso contrattuale, anche gli assessori leghisti provinciali, spremuti come dei limoni (citazione On. Siegfried Brugger), saranno scaricati.

E allora perché questa assoluta inconsistenza sulla linea da tenere?

Soprattutto in considerazione del fatto che la Svp è andata anche a richiedere un proprio rafforzamento (seggi ed eletti sicuri, a tavolino)  in previsione della riforma della legge elettorale. Anche a danno della stessa Lega.

Come si fa a tacere?

La favola che a Bolzano si può governare poi a Roma ognuno fa le sue scelte è una chimera: la Lega può, anzi deve pretendere una Svp perlomeno blockfrei: incomprensibile che la Lega altoatesina la accetti schierata a Sinistra in modo dichiarato mentre a livello nazionale la linea è l’opposta.

Alessandro Urzì

Portavoce regionale di Fratelli d’Italia

Consigliere regionale e provinciale di Bolzano di Fratelli d’Italia