… L’ASSESSORE SCHULER NON LA ESCLUDE

La tassa sui cani? Non è esclusa.
Alla fine l’assessore Schuler con una buona dose di arroganza non ha dato una risposta secca e chiara: sì o no. Il sì avrebbe significato “non escludiamo di volere introdurre nel futuro una tassa sui cani”, il no avrebbe significato “lo escludiamo”.

Invece a precisa domanda presentata oggi con interrogazione urgente nel question time del Consiglio provinciale l’assessore non ha voluto semplicemente rispondere lasciando ovviamente nelle intenzioni possibili l’approvazione del balzello.

Ho protestato fermamente per questo atteggiamento ambiguo e non trasparente nei confronti delle migliaia di possessori di animali di affezione (ed in particolare cani) allarmati dalle dichiarazioni del Vicepresidente del Consiglio dei comuni Bertinazzo che aveva ventilato l’ipotesi creando una ondata di preoccupate reazioni in tutta la provincia.

Bertinazzo aveva fatto un ragionamento secco e anche chiaro: noi comuni gestiamo aree attrezzate per i cani, se la Provincia non ci vuole dare finanziamenti utili a sostenerle allora applichi la tassa sui cani.

Il problema quindi è come si voglia comportare la Provincia, ossia se voglia fare la sua parte con il riconoscimento di adeguate (ma minimali nella loro portata) forme di finanziamento per i comuni o pensi ad altro, a partire dalla tassa.

Bastava un no per tranquillizzare tutti ma questo non c’è stato.

L’assessore Schuler è stato vago e volutamente ambiguo. Da me sollecitato a chiarire la sua posizione non l’ha fatto.

Un atteggiamento poco rispettoso dei tantissimi che seguono con preoccupazione il dibattito.

Va detto che il valore sociale degli animali d’affezione e dei cani in particolare è oramai univocamente accettato: sono considerati parte integrante delle famiglie in cui convivono e spesso rappresentano l’unica compagnia per anziani e bambini.

L’eventuale introduzione di una tassa sulla proprietà dei cani colpirebbe soprattutto gli strati deboli della popolazione, disincentiverebbe le adozioni di animali dai canili ed incrementerebbe il loro abbandono, con conseguente aggravio di costi per le strutture pubbliche di ricovero per animali abbandonati.

Insomma un clamoroso autogol.
Mi rammarica che l’assessore Schuler anziché rispondere con chiarezza abbia voluto rimanere nel vago e giocare sui sentimenti di tanti altoatesini.

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore