Programma

Manifesto programmatico

“La Provincia deve essere una casa di cristallo di cui ogni cittadino possa sapere tutto: costi, spese, opportunità.
Perché l’amministrazione pubblica non è una cosa di pochi ma è la somma dei diritti di tutti”

 

LE PREMESSE DELLA SITUAZIONE ATTUALE

Le azioni di governo dei partiti nazionali hanno creato relazioni unilaterali con il partito di maggioranza assoluta, la Svp, ignorando in forma talvolta anche mortificante un coinvolgimento ed una partecipazione attiva delle minoranze di lingua italiana e ladina nei processi di costruzione e aggiornamento del sistema autonomistico. Ma anche sul piano della partecipazione il sistema dell’Autonomia limita la stessa in conseguenza della cooptazione da parte della Svp degli interlocutori di volta in volta più graditi, non necessariamente quelli più rappresentativi.


L’ASSETTO DELL’AUTONOMIA

Le riforme all’impianto dello Statuto di Autonomia mai hanno peraltro tenuto conto delle strutturali modificazione del tessuto sociale e demografico dell’Alto Adige dove è cresciuta un’area composta “da cittadini perfettamente plurilingui”, che può essere definita di interscambio culturale e linguistico ed è frutto in via primaria delle sempre più numerose unioni fra cittadini di lingua diversa. Lo Statuto continua a dividere al contrario, in forma rigida e acritica, la società esclusivamente fra Italiani, tedeschi e ladini, imponendo una antistorica dichiarazione di appartenenza ai gruppi linguistici, che giustifica la proporzionale, che impone il metodo della selezione e della distribuzione di quote di diritti “per appartenenza” rispetto a quello della selezione “per merito e competenza anche linguistica” che costituisce per l’Alto Adige nel cuore la primaria condizione di valutazione delle persone: merito, prima della appartenenza.

L’Alto Adige rischia di precipitare in una autoreferenzialità culturale, economica, sociale, vittima della sua autonomia (quando essa viene considerata come un sistema di ancoraggio al passato invece che di crescita verso il futuro) anziché approfittare delle opportunità che essa in linea di principio offre.


LO SGUARDO AL FUTURO

L’Alto Adige deve guardare al proprio futuro con una volontà precisa, superare l’autonomia etnica e fondare quella della condivisione, fare maturare l’autonomia territoriale in cui tutte le comunità linguistiche possano partecipare con pari dignità alla crescita sociale, culturale, economica del territorio, attraverso anche nuovi sistemi di partecipazione paritaria (alternanza linguistica, pariteticità nella composizione degli organi di governo e amministrazione…)

L’Alto Adige nel cuore indica per queste ragioni alcuni interventi fondamentali come base dell’impegno programmatico attuale e futuro del movimento che costituiscono l’ossatura del proprio impegno:

1.   L’Alto Adige nel cuore è un movimento territoriale, autonomo rispetto i vincoli di ogni appartenenza a forze politiche nazionali, per cui valgano due soli principi: unitarietà della Repubblica e partecipazione al sistema della amministrazione locale della autonomia da sottrarre ad una gestione sino ad oggi assolutamente monoreferenziale e “etnica”;

2.   Programma di interventi sociali mirati al sostegno della famiglia, al piano edilizio per ceto medio e bisognoso, all’assistenza naturale per anziani e persone o nuclei familiari in provvisoria difficoltà. Ciò si deve accompagnare ad una politica dei sussidi sociali che trova forza nella riduzione della spesa superflua da parte del sistema dell’Autonomia che deve costituire la principale fonte di sostegno finanziario agli investimenti sociali; introduzione di un sistema di controllo sull’erogazione dei sussidi e degli aiuti sociali (nelle loro diverse forme) per verificarne l’effettiva congruità ed eventuali forme di abusi con contestuale inasprimento delle sanzioni per chi ne approfitti;

3.   Scuola plurilingue – Autonomia anche in termini organizzativi ma soprattutto finanziari per le scuole dei diversi gruppi linguistici e le singole istituzioni affinché tutta la popolazione scolastica sia posta nelle condizioni di apprendere la seconda lingua attraverso un modello di insegnamento orientato verso la pariteticità con il potenziamento dell’insegnamento della lingua ladina nelle scuole delle valli Gardena e Badia. La conoscenza della seconda e terza lingua, intendendo per essa in linea generale l’inglese, deve essere considerata uno strumento per l’emancipazione delle giovani generazioni e la crescita di un sentimento di appartenenza comune ad un territorio plurilingue, capace di smorzare tribalismi etnici, esaltando le specificità culturali del territorio;

4.   Avvio di un processo culturale e politico teso ad affermare il principio della rotazione linguistica negli incarichi politici e rappresentativi elettivi, sul modello di quanto accade già oggi per la Presidenza del Consiglio provinciale; pieno e paritario riconoscimento della minoranza ladina nei processi di formazione degli atti di governo e amministrazione provinciale;

5.   In un quadro stabilizzato successivo alla conclusione delle vertenze circa la gestione delle risorse idroelettriche altoatesine, impulso alla valorizzazione dell’azionariato popolare diffuso e alla partecipazione dei Comuni per i grandi beni pubblici con eliminazione dei rischi di concentrazione dei capitali;

6.   Liberalizzazione del commercio con attenzione alla salvaguardia del patrimonio del commercio di vicinato, riduzione dei vincoli burocratici posti all’impresa e sostegno all’accesso al credito; riduzione del carico fiscale per le aziende e sburocratizzazione, incentivi alle assunzioni;

7.   Tutela delle identità locali, della toponomastica bilingue come espressione della pluralità del territorio, nessuna concessione al principio per cui una maggioranza linguistica possa decidere anche per le minoranze linguistiche territoriali; Consolidamento della toponomastica ladina anche al di fuori del tradizionale ambito di insediamento storico della Comunità;

8.   Taglio energico alle spese pubbliche superflue dell’autonomia altoatesina, frutto della necessità di garantire la conservazione di centri di lottizzazione politica estranei alla qualità del servizio reso alla cittadinanza. Valutazione immediata di costi e benefici di ogni singola unità amministrativa pubblica. Ciò comprende anche la necessità di intervenire sul numero delle società partecipate e la consistenza dei propri consigli di amministrazione;

9.   Delega di competenze effettive nell’ambito urbanistico ed edilizio ai Comuni per snellire le procedure per l’individuazione delle aree di espansione e dei piani di sviluppo del territorio, delega di funzioni primarie non soggette a vincoli provinciali per potenziare la responsabilizzazione dei livelli locali;

10.   Integrazione sociale dei nuovi cittadini attraverso un sistema integrato di educazione linguistica, civica e culturale che faccia leva primariamente sui mediatori culturali e un sistema di informazione mirato rivolto agli stessi circa i vincoli e gli obblighi che la nostra società pone per tutti i buoni cittadini, di qualunque estrazione e provenienza essi siano.

Tesi programmatiche