Toponomastica, spariscono anche le denominazioni in lingua italiana Andriano, Egna, Adige, Passo Resia

La vigilanza sul rispetto della toponomastica italiana rimane un impegno costante del consigliere provinciale Alessandro Urzì. Accade invece che nel disinteresse generale dei più goccia dopo goccia vengano asportate le denominazioni in lingua italiana sulle targhe di interesse pubblico sull’intero territorio provinciale.

E quello che è peggio è che la Provincia ora dichiara alle interrogazioni presentate anche il falso smentendo per esempio che su molte delle targhe apposte lungo la pista ciclabile Claudia Augusta (che segue il fiume Adige) siano state omesse le denominazioni in lingua italiana, quando tutto ciò è invece confermato anche da ampia documentazione fotografica (alcuni esempi in allegato).

Ecco quindi di seguito l’ultima interrogazione presentata con la quale si chiede un lavoro di ripristino del bilinguismo sulla segnaletica che accompagna il traffico ciclistico lungo la pista ciclabile via Claudia Augusta.

 La segreteria del Gruppo consiliare provinciale dell’Alto Adige nel cuore

 

INTERROGAZIONE

Pista Ciclabile Via Claudia Augusta II

 

Premesso che

– con nostra interrogazione n° 1190 del 16 giugno 2015 abbiamo chiesto di sapere quali siano le ragioni per cui nel territorio del Comune di Vadena e precisamente sulla pista ciclabile “Via Claudia Augusta” sia stata installata la segnaletica monolingue recante le diciture “Andrian” e “Neumarkt” che hanno una corrispondente versione linguistica in italiano (Andriano e Egna); nonché dir sapere quali siano le ragioni per cui sulla stessa segnaletica ed in particolare sulle mappe del percorso le diciture “Südtirol”, “Meran”, “Bozen” e “Reschenpass” abbiano dicitura monolingue solo in tedesco e come la Giunta provinciale si intenda attivare e con quali tempi per garantire la produzione e collocazione in sede della corretta segnaletica bilingue.

 

Preso atto

– della risposta inoltrataci dall’assessore ai Comuni Arnold Schuler in cui viene riportato il parere della Comunità comprensoriale Oltradige Bassa Atesina che si riporta per esteso: “Riguardo all’interrogazione  del consigliere  provinciale  Alessandro  Urzì le comunichiamo  che abbiamo chiesto all’Ufficio Provinciale Sistemazione bacini montani sud, di verificare tutte le diciture delle segnaletiche che si trovano su tutta Ia tratta della “Pista Ciclabile Via Claudia Augusta” che da Salorno porta a Vilpiano. L’esito del sopralluogo ha rilevato che sulla tratta della ciclabile di nostra competenza non sono state riscontrate né segnaletiche né mappe del percorso in dicitura monolingue. Vi chiediamo cortesemente di voler specificare i cartelli e Ia loro esatta locazione sulla pista ciclabile Salorno- Vilpiano, per poter verificare.”

 

Considerato che

– dalla documentazione fotografica in nostro possesso e che qui si allega si evince che contrariamente a quanto dichiarato nel parere sopra riportato la segnaletica installata sulla pista ciclabile “Via Claudia Augusta” nei pressi del ponte di Vadena riporti le diciture “Andrian” e “Neumarkt” unicamente in lingua tedesca omettendo le corrispondenti definizioni in italiano e che questi non risultino gli unici casi segnalati.

 

Tutto questo premesso e considerato,  

SI INTERROGA

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE

E/O L’ASSESSORE COMPETENTE

 per sapere

 

1) quali siano le ragioni per cui nei pressi del ponte di Vadena e precisamente sulla pista ciclabile “Via Claudia Augusta” sia stata installata la segnaletica monolingue recante le diciture “Andrian” e “Neumarkt” che hanno una corrispondente versione linguistica in italiano (Andriano e Egna);

2) per sapere quali siano le ragioni per cui sulla stessa segnaletica ed in particolare sulle mappe del percorso le diciture “Südtirol”, “Meran”, “Bozen” e “Reschenpass” abbiano dicitura monolingue solo in tedesco;

3) come ci si intenda attivare e con quali tempi per garantire la collocazione in sede della corretta segnaletica bilingue recante anche la dicitura in lingua italiana;

4) come possa essere ammesso che in risposta ad una interrogazione (come citato in premessa) si forniscano risposte palesemente false.

 Alessandro Urzì