“Né la legge nazionale né quella provinciale indicano distanze minime dai luoghi sensibili” per l’installazione di impianti ricetrasmittenti e ripetitori. “Le normative prevedono però la possibilità da parte dei comuni di emanare norme volte ad assicurare un corretto insediamento urbanistico degli impianti ed a minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. I comuni di Bolzano e Bressanone hanno promulgato un regolamento comunale comprendente questi aspetti, Merano, Laives e Vipiteno no.”

Questa in sostanza la risposta dell’assessore provinciale all’ambiente Richard Theiner ad un’interrogazione di Alessandro Urzì. Il consigliere dell’Alto Adige nel cuore era intervenuto per chiedere quali siano in Provincia di Bolzano le disposizioni od i vincoli inerenti l’installazione di tralicci per l’irradiazione di segnali radiotelevisivi o telefonici previste dalla normativa vigente, quale la distanza minima prevista dai luoghi sensibili e quale sia la definizione stessa di “luogo sensibile”.

Nel Comune di Bolzano  –  si legge nella risposta dell’assessore Theiner – si ritengono luoghi sensibili “ospedali, asili nido, scuole, case di riposo istituti di degenza e carceri”; nel raggio di 100 metri dal palo cui sono installati gli impianti non devono essere compresi, anche solo parzialmente, immobili definiti come siti sensibili. Analogamente anche Bressanone definisce come sensibili gli edifici “dedicati in tutto o in parte alla salute con degenza o alla popolazione infantile, edifici scolastici, residenze per anziani” vietandone l’installazione degli impianti radio base nel raggio di 100 metri.

Ma nell’altra stragrande maggioranza dei comuni non esiste nessun vincolo.

Maglia nera per il Comune di Merano che nonostante l’alto numero di impianti non ha previsto alcuna misura a tutela della popolazione.

E’ incredibile – ha affermato il consigliere Urzì – che una tematica di così grande impatto sulla salute pubblica non sia regolamentata da una normativa nazionale e neppure provinciale. Ancora più incedibile che alcune realtà comunali, tra cui Merano e Laives, non abbiano ancora emanato dei regolamenti per definire gli ambiti sensibili e metterli al riparo dall’inquinamento elettromagnetico. Credo che sia necessario porre rimedio immediato alle lacune legislative in merito e annuncio che sarà cura del nostro Gruppo consiliare presentare a breve un Disegno di Legge che, recependo le conoscenze più recenti in ordine ai danni da elettrosmog, possa garantire la massima protezione della cittadinanza altoatesina dai pericoli derivanti dall’incontrollata e selvaggia installazione di ripetitori di ripetitori televisivi e di telefonia mobile.

La segreteria del Gruppo consiliare provinciale L’Alto Adige nel cuore