Sul quotidiano l’Alto Adige è pubblicata la proposta del Team K di allargare il referendum bolzanino ai cittadini di Appiano e di Caldaro.

Lo svolgano liberamente, se nelle loro volontà, ma allo stato dei fatti l’uso strumentale di questo allargamento del campo referendario è inaccettabile per le seguente ragioni:

1. Come continuano a sostenere il sindaco Caramaschi ed i suoi sostenitori il tram serve a Bolzano ed ai cittadini di Bolzano. Non si vede quindi per quale ragione dovrebbero essere anche altri cittadini dell’Alto Adige ad esprimersi in un’unica tornata di votazioni.

2. Gli anni di disagi per la costruzione del tram saranno esclusivamente a carico dei bolzanini e renderanno un campo di battaglia solo le strade di Bolzano. Inoltre saranno i soli Bolzanini a subire l’oscenità dell’alimentazione via cavo (sospesa) tra i fabbricati della città vecchia e sopra le loro teste.

3. Solo i bolzanini (fra tutti i comuni altoatesini) metteranno sul piatto i denari per realizzare l’opera e troviamo profondamente di cattivo gusto interferire nelle decisioni sui soldi spesi dagli altri sempre che i comuni di Caldaro ed Appiano non impegnino anche loro per una parte proporzionale delle proprie risorse, ma questo inciderebbe gravemente sui servizi che attualmente i comuni offrono ai propri cittadini. Ma questo non viene detto.

4. Bolzano dovrà sopportare il tram per un periodo lunghissimo di tempo, almeno 30-40 anni per giustificare l’investimento, quando fra una decina di anni, con l’avanzamento tecnologico, la mobilità non sarà più quella che oggi conosciamo. Sul punto nè il Comune nè la Provincia hanno approfondito con studi adeguati sino ad ora questo aspetto.

5. Facciamo fatica a non pensare che la proposta del Team K sia un esplicito favore al sindaco Caramaschi (ipotetico futuro partner di giunta) in un goffo tentativo di ampliare la base dei votanti dato che i bolzanini si esprimeranno in massa per il no.

Abbiamo più volte sostenuto in Consiglio Comunale a Bolzano che con un po’ di umiltà da parte della Giunta forse si potrebbero ipotizzare soluzioni diverse. Basterebbe ammettere che il tram è pensato e studiato per arrivare almeno fino a Caldaro. Le conseguenze sarebbero però immediate ma questo il sindaco Caramaschi non lo vuole dire:
A. Niente contributi statali;
B. Inutilità di prevedere il tracciato in mezzo alla città capoluogo; C. Esonero della città di Bolzano dal concorrere al finanziamento e lasciamo l’incombenza alla Provincia come opera intercomunale (e usiamo i soldi per questioni diverse: mancano posti per gli anziani, scuole materne ed asilo nido da sistemare, la lista è lunga).

A dichiararlo sono stati Alessandro Forest, Rosanna Oliveri, Tritan Myftiu del Comitato No Tram.