I dati sono inequivocabili: temolo e trota marmorata, due specie ittiche altoatesine autoctone denotano un consistente calo a causa dell’aumento della popolazione di cormorani nel territorio provinciale. Tra i 100 e i 200 Cormorani sono attualmente presenti in Alto Adige da marzo a novembre, secondo i monitoraggi ufficiali, con popolazione in crescita nel corso degli anni, e con alcuni singole coppie di soggetti nidificanti.

Questa in sintesi la risposta dell’assessore provinciale all’Agricoltura e Foreste Arnold Schuler ad un’interrogazione di Alessandro Urzì, presentata in seguito alle segnalazioni di alcuni pescatori allarmati dalla contrazione del numero dei pesci nei fiumi e laghi altoatesini.

I rilievi della biomassa ittica – si legge ancora nella risposta dell’assessorato –  effettuati ogni mostrano che le acque frequentate dai cormorani denotano un consistente calo di presenza delle specie preferite dai medesimi, in particolare il temolo. Ciò tenendo conto delle analisi dei contenuti stomacali dei cormorani abbattuti, che consentono di conoscere, per l’appunto, le specie di pesci preferite dai cormorani. Le specie autoctone e più note e più tutelate in quanto sottorappresentate rispetto alle potenzialità, ovvero la trota marmorata ed il temolo, subiscono un impatto pesante da parte dei cormorani stessi. Dal 2004 è in atto un monitoraggio sempre più accurato, in base al quale ogni anno sono stati emessi decreti di prelievo straordinario al fine di tutelare la fauna ittica.

“Il problema, dopo la grande discussione su orsi e lupi, è più grave di quello che pensavo – commenta il Consigliere Urzì –  e l’allarme confermato dall’assessore va affrontato senza minimizzare o rinviare il momento delle scelte. Il rischio sopravvivenza  di alcuni specie ittiche autoctone caratteristiche dei nostri fiumi come la trota salmonata e il temolo è da collegarsi anche al clima mite che favorisce la comparsa di coppie di cormorani che non sono più stagionali insediandosi nel territorio pure in inverno. Attenzione: noi invitiamo ad assumere provvedimenti mai cruenti, misure alternative all’abbattimento controllato, ma utili a ripristinare l’equilibrio nel territorio altoatesino”.

Piumaggio nero con riflessi metallici, becco a uncino, grandi prestazioni in volo e sorprendenti caratteristiche di nuotatore, negli ultimi 10 anni il cormorano è letteralmente esploso in Alto Adige. Il cormorano è sotto tutela sin dagli anni ’70, quando la specie era a rischio estinzione. Ma oggi a dover essere protette sono le specie ittiche minacciate dal forte incremento della popolazione di quest’ittiofago semi-sacro nel folclore norvegese.

“Circa otto anni fa – spiega Urzì – le prime coppie di cormorani hanno fatto la loro comparsa al lago di Caldaro e al biotopo del Valsura presso Lana, provenienti dal vicino Trentino. Non avendo nemici naturali se non l’aquila pescatrice, non presente nella nostra area geografica, ed essendo particolarmente tolleranti ai cambiamenti ambientali e di costituzione robusta, hanno potuto riprodursi in quantità , trascorrendo qui gran parte dell’autunno e tutto l’inverno fino a metà aprile per poi spostarsi a nord, mentre sono state già notati alcuni soggetti nidificanti presenti tutto l’anno sul territorio provinciale”.

“Il problema principale – prosegue il consigliere – deriva dal fatto che il cormorano si nutre esclusivamente di pesce, pescandolo con voracità nei laghi e nei fiumi.  Ogni singolo uccello arriva a consumare fino a mezzo kilogrammo di pesce al giorno, ma cacciando ne ferisce mortalmente una quantità maggiore mettendo a dura prova la sopravvivenza delle specie autoctone più note e più tutelate in quanto sottorappresentate rispetto alle potenzialità, la trota marmorata ed il temolo appunto, che – come confermato dall’assessore Schuler – subiscono un impatto pesante da parte dei cormorani”.

Ci si attende su questo tema e sulle soluzioni non cruente (che non accetteremmo) proposte da parte della Provincia e un confronto pubblico