Di seguito pubblichiamo una lettera inviata dal Consigliere provinciale Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore) a “Il Secolo d’Italia”:

In autunno Trento e Bolzano torneranno alle urne per il rinnovo di consigli e governi regionale e provinciali e dopo tanti sforzi il centrodestra in Alto Adige, dove maggiore sarebbe la necessità di unione, considerato che il gruppo di lingua italiana è solo il 25% della popolazione, al momento rischia di non presentarsi unito, con la concreta possibilità di rimettere nelle mani della Svp e del Pd il governo della Provincia e della Regione. Uno scenario assolutamente da scongiurare, anche alla luce dell’improvvisa accelerata del cancelliere austriaco Kurz sulla questione, tutt’altro che secondaria, del doppio passaporto per gli altoatesini, ma solo quelli di lingua tedesca e ladina.

Una vicenda paradossale, dai contorni anticostituzionali, contraria ad ogni regola diplomatica, che sottende la volontà da parte austriaca di rivendicare la sovranità de facto su una porzione di territorio italiano. Ma il clima è da tempo che si è aggravato in Alto Adige. Qualche settimana fa il capogruppo della Svp, il partito di governo di lingua tedesca in Alto Adige, annunciava la volontà di impedire nomine di dirigenti italiani in alcuni uffici pubblici strategici, per una presunta superiorità professionale dei colleghi di lingua tedesca ed un diritto morale alla “precedenza”.

Una vera e propria espressione di razzismo (nemmeno troppo mascherato) sfuggito ai più ma soprattutto al nostro governo nazionale che la questione altoatesina al momento non ha ancora affrontato, a partire dalla vicenda della frontiera del Brennero oltre la quale si sono alzate le barriere austriache antimigranti, come dire che toccherà all’Italia risolvere il problema. Ma ci sono anche le limitazioni imposte dal Tirolo al traffico pesante che dall’Italia raggiunge la Germania: un atto di sfida verso le aziende italiane non a caso fortemente criticato dalle associazioni di categoria economiche italiane ed anche altoatesine. L’Austria si sta chiudendo in un isolamento autoreferenziale, tutto giocato sulla pelle degli italiani. La provocazione della doppia cittadinanza è solo l’ultimo atto di un atteggiamento antitaliano che sta diventando pericoloso.

Tutti questi elementi mi spingono a lanciare un appello a tutte le anime del centrodestra affinchè il prossimo 21 ottobre non si lasci sfuggire un’occasione storica. L’obiettivo deve essere andare a governare nelle due province di Bolzano e Trento e nella Regione Trentino Alto Adige. La vittoria del centrodestra unito avrebbe un significato incredibile e lancerebbe anche all’Europa un segnale forte sull’esistenza di un fronte finalmente unito in difesa dei valori e dell’interesse ma anche dell’identità nazionale. A Bolzano occorre ricordare che il gruppo linguistico italiano (e quindi gli elettori di FdI, Lega, FI e liste civiche italiane di area) costituisce appena il 25% della popolazione. L’unità è quindi imprescindibile per evitare di riconsegnare la Provincia e la Regione al patto scellerato di svendita degli italiani a cui si è sempre prestato nelle ultime legislature il Partito Democratico, arrivando ad accettare anche la richiesta Svp di cancellare i nomi di luogo in lingua italiana in Alto Adige, il primo segno di indentità di una comunità nel territorio in cui vive. Ad avere espresso parole di diffidenza verso l’obiettivo strategico della vittoria del centrodestra unito in Alto Adige sinora è stato solo il coordinatore locale della Lega. Un no forse d’orgoglio che però risulta in termini di obiettivo incomprensibile e che mi auguro possa essere trasformato in un’adesione al progetto del centrodestra unito da parte del segretario Matteo Salvini che ha dimostrato in molte occasioni di avere una capacità di analisi dei momenti politici importante. Al segretario Salvini mi piace ricordare che lo slogan di Pontida “Prima gli Italiani” deve e può avere un significato più che simbolico anche a Bolzano, dove solo in queste ultime ore la Svp ha annunciato con toni minacciosi di pretendere il monopolio del “controllo politico” e del gruppo linguistico tedesco sull’amministrazione della Sanità e sulla Soprintendenza ai beni culturali, non concedendo più spazi agli italiani.

A Salvini chiedo pubblicamente di venire in Alto Adige a spiegare alla comunità italiana che su questa provincia italiana non sono ammissibili forzature e richieste di sovranità de facto da parte austriaca e che il giusto principio “Prima gli Italiani” può e deve, ancor più oggi, valere anche a Bolzano, declinato nel più condiviso, a livello locale s’intende, “pari diritti e pari opportunità per tutti i gruppi linguistici”, senza tentativi di prevaricazioni da parte austriaca o dei partiti di lingua tedesca. Nessuno spazio quindi a provocazioni tanto più che all’Alto Adige è stata riconosciuta un’ampia autonomia accettata come definitiva nel 1992 da Vienna, a chiusura della vertenza sulla provincia di Bolzano aperta all’Onu, che oggi l’unilaterale iniziativa del cancelliere Kurz ha riaperto, accendendo un pericoloso conflitto diplomatico.

Quella sul doppio passaporto è, infatti, una sfida che rischia di mettere in discussione la ragione stessa dello Statuto di autonomia della nostra terra. In una provincia che conta nel suo Consiglio provinciale 10 consiglieri su 35 dichiaratamente secessionisti significa aprire le porte all’idea della possibilità di indicare nuove strade, oggi la cittadinanza, domani, chi lo sa, la leva obbligatoria, dopodomani la rivendicazione della piena sovranità. Per tutelare l’identità italiana serve quindi un grande sforzo di unità di tutto il centrodestra che deve presentarsi unito alle elezioni del prossimo 21 ottobre. Al segretario Salvini faccio quindi un appello a nome della comunità italiana locale: soltanto uniti possiamo difendere i valori e l’identità della Comunità italiana dell’Alto Adige e portarla con la schiena dritta al governo della Provincia di Bolzano, sostituendo definitivamente il Partito Democratico.