L’ultima e più recente intervista di Giorgio Holzmann segna la conclusione della parabola politica seguita dall’attuale consigliere comunale. Ormai è chiaro che quello che ribadisce (non è cosa nuova) è un progetto che punta ad integrarsi in alleanze con la Sinistra piuttosto che rappresentare una alternativa nel Centrodestra, al di là delle dichiarazioni di facciata.

Il richiamo al modello di Alleanza per Merano è chiaro: lì quello che si era proposto come il Centrodestra si è prontamente alleato in cambio di assessorati con PD e Verdi. Nel capoluogo Alleanza per Bolzano ha sostenuto dal suo primo atto il sindaco del PD Renzo Caramaschi grazie al voto favorevole al suo insediamento di Giovanni Benussi ed alla astensione che corrisponde ad un lasciapassare di Holzmann.

Fingersi all’opposizione e fare poi la stampella di Caramaschi a Bolzano, proporsi come modello di valori del Centrodestra a Merano e poi governare con Il PD e I Verdi, significa ingannare gli elettori.

Ancora una volta i toni sferzanti di Holzmann nella sua intervista non sono riservati a quelli che dovrebbero essere gli avversari, oggi Pd e Svp, ma a Uniti per Bolzano, a L’Alto Adige nel cuore. Non fa riflettere tutto questo?

La stessa storia di sempre, per cui per gente come Holzmann il nemico non è sul fronte avversario ma fra quelli che dovrebbe essergli alleati o perlomeno sulla carta (solo sulla carta, evidentemente) più vicini.

Poi ci si chiede perché il Centrodestra si è trovato in questa situazione. C’è chi dal suo interno ne ha minato le fondamenta fino ad interpretare i panni del Robin Hood al contrario alle ultime elezioni cittadine: rubare i voti ai poveri del Centrodestra per regalarli su un piatto d’argento alla ricca sinistra.

Un’ultima considerazione: chi mi conosce sa che da molti anni ormai raramente rispondo a provocazioni sul piano personale alle quali sono abituati invece personaggi come Holzmann. Un consiglio per l’ex esponente della destra altoatesina, si liberi dall’ossessione di Urzì che richiama compulsivamente in ogni intervista dal giorno del congresso di Alleanza nazionale perso a Bolzano (2007, sic!) in avanti. Si liberi da questa ossessione, alla gente della sua rabbia personale non interessa nulla. A me pure.

Porti piuttosto più rispetto per chi come Mario Tagnin e le migliaia di bolzanini (fra cui certo anche il sottoscritto) che hanno sperato di potere dare a Bolzano una alternativa a Caramaschi e che non l’hanno avuta grazie a gente come Holzmann che nemmeno di fronte ad un ballottaggio fra Centrodestra e Centrosinistra hanno dato l’indicazione di voto per il Centrodestra. Si saranno fatti qualche amico ai piani alti della Svp e del Pd ma hanno tradito chi credeva in una rinascita. Ecco perché ritengo il progetto annunciato da Holzmann e compagni funzionale alle gerarchie del Partito democratico (che cercano puntellamenti nel momento di crisi di stanno conoscendo) e ad una Svp che preferisce sempre scegliere a menu (sulla base di quello che il menu offre) che allearsi.

Ecco perché, e questo è un mio parere personale, c’è bisogno di dare un seguito all’esperienza di Unità del Centrodestra (quello vero, sincero) anche verso le provinciali.

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore in Uniti per Bolzano