Mentre Bolzano assiste alla grande manifestazione da stadio per la fine del Ramadan in Alto Adige sarà vietato manifestare il prossimo due giugno contro il Governo se Kompatscher non lo vorrà.

Parliamo della manifestazione promossa da Giorgia Meloni e voluta anche da Lega e Forza Italia.

Ma in Alto Adige c’è il divieto, ad oggi. Voluto per paradosso proprio da una legge votata e sostenuta anche dalla Lega.

La legge provinciale è quella contro cui mi sono fieramente opposto solo poche settimane fa ma votata da tutto lo schieramento di maggioranza Svp/Lega ed altre forze di minoranza (ma non opposizione evidentemente) e su cui si sono astenuti PD e Cinque Stelle.

Un comma pazzesco contro cui mi sono scagliato durante il dibattito ma che è stato approvato egualmente: mentre la cerimonia per la fine del Ramadan con la partecipazione di centinaia, forse migliaia di persone oggi si è tranquillamente svolta perché è previsto dalla legge stessa, basta una sola comunicazione, la protesta di Fratelli d’Italia e dell’intero centrodestra contro il governo ha bisogno di essere autorizzata. Da Kompatscher. Mi spiego?

Un governo politico provinciale (in cui siede una forza come la Svp che non nasconde dai suoi interventi in aula della capogruppo Unterberger di essere fedelissima alleata di Conte) che può autorizzare o meno una manifestazione democratica e politica come quella del 2 giugno fa sembrare la situazione uscita da un racconto di cronaca di un paese dell’est europeo prima della Caduta del Muro.

Per il ramadan centinaia di persone si possono radunare ma per manifestare contro il governo Conte bisogna chiedere l’autorizzazione a Kompatscher. Quindi ad un organo politico.

La legge è repressiva verso le libertà politiche e fa assurgere il Presidente della Provincia con le sue ordinanze ad un Sovrano assoluto che può magnanimamente permettere o vietare le forme di dissenso.

Non ci stiamo.

Non accettiamo che sia una ordinanza (se mai dovesse essere scritta) a autorizzare la nostra manifestazione per il diritto agli aiuti di Stato all’economia ed alle famiglie. La legge deve essere impugnata e appare paradossale che anche il governo non abbia sinora mantenuto la parola di impugnarla. Ma la manifestazione del 2 giugno era proprio contro di lui, e forse si capiscono tante cose.

Ma intanto mentre noi abbiamo le mani legate per la fine del Ramadan si possono radunare in un campo di calcio a migliaia.

Alessandro Urzì

Consigliere regionale e provinciale di Fratelli d’Italia AANC