Il programma di musealizzazione della villa romana a S. Paolo non decolla. Sono passati 13 anni dal ritrovamento dei resti, risalenti con ogni probabilità al IV secolo dopo Cristo, ma niente è stato fatto, nonostante la Provincia abbia acquistato l’area oggetto degli scavi annunciando in pompa magna l’allestimento di un museo. Approvato dalla Giunta provinciale già nel 2010, il progetto prevedeva una spesa di circa 3 milioni di euro. Nel 2013 veniva elaborato il relativo bando, mai uscito però per indisponibilità finanziaria. Altro tentativo nel 2015, quando la Giunta provinciale annunciava di essere pronta ad investire nell’iniziativa 2 milioni di euro, a patto che fossero reperiti uno o più sponsor privati disponibili a versare il restante milione di euro. Ma anche questa strada non ha portato ad nessun risultato.

Infine, nel dicembre 2017 l’accordo con il Comune di Appiano, che ha deliberato di accollarsi 500 mila euro di spesa mentre la Provincia dovrà sborsare i restanti 2 milioni  e mezzo.

Queste le informazioni fornite dall’assessore provinciale alla cultura Christian Tommasini, in risposta ad un’interrogazione di Alessandro Urzì, che chiedeva i motivi per cui a distanza di tanto tempo la musealizzazione dell’area non fosse stata ancora terminata e per quando fosse prevista l’apertura al pubblico del sito.

Ma il resto della risposta dell’assessore Tommasini spiazza anche i più ottimisti: : “compatibilmente con i mezzi finanziari che saranno messi a disposizione per gli investimenti – si legge  – si prevede di poter avviare il procedimento di concorso di progettazione. Garantiti i mezzi finanziari ed avviato tale procedimento si stima una tempistica di circa 3,5 anni fino all’ultimazione dei lavori.”

Preoccupato il consigliere provinciale dell’Alto Adige nel cuore/Fratelli d’Italia Alessandro Urzì: “Nonostante la valenza straordinaria del ritrovamento, la Provincia, dopo aver acquisito i terreni dove sorge la villa romana, non è riuscita in oltre dieci  anni a reperire i fondi necessari per avviare il progetto. E la risposta dell’assessore Tommasini, nonostante l’accordo raggiunto con il Comune di Appiano, non dà alcuna certezza nemmeno che questo possa prendere il via. Un vero peccato, sia in termini di ritorno turistico per il territorio, che di valorizzazione di un ritrovamento di straordinario interesse culturale e storico.”